Ogni anno migliaia di ragazzi, dai 18 ai 26 anni, scelgono l'esperienza del servizio civile: nel 2006 - secondo il rapporto stilato dal Cnesc (conferenza nazionale enti servizio civile) - nonostante un'allarmante diminuzione delle risorse finanziarie investite, il numero complessivo di richieste presentate dai giovani aspiranti volontari ammontava a 91.000, un dato importante che mette in luce una crescente domanda di partecipazione attiva, da parte dei giovani, alla vita sociale e democratica del nostro paese.
Ecco perchè la nona chiacchierata sul Terzo settore, in occasione della Giornata nazionale del Servizio civile, viene interamente dedicata ai volontari, in memoria del lungo percorso - caratterizzato da aspre lotte e un lungo iter giuridico - che ha condotto alla nascita e alla crescita di quest'istituzione, e per riflettere sulle motivazioni che spingono ogni anno così tanti ragazzi a scegliere di investire il proprio tempo in attività di utilità sociale.
I volontari sono attualmente presenti nelle università, nei centri d'accoglienza, nelle associazioni del terzo settore e quotidianamente svolgono attività di assistenza, di cooperazione nazionale e internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale e culturale del nostro paese. Sono studenti spinti dal desiderio di approfondire il proprio percorso di studi attraverso un contatto reale con la gente, con i suoi disagi e le sue esigenze; ragazzi in cerca di una prima occupazione, di un primo approccio - veramente formativo - al mondo del lavoro.
Un mondo del lavoro - quello del terzo settore - che, rispetto ad altri ambiti occupazionali, predilige il principio di solidarietà sociale agli standard di competitività e che, grazie anche alle numerose opportunità offerte dal servizio civile, indica ai giovani percorsi professionali alternativi, mostra una realtà lavorativa inedita, dove non conta soddisfare dei bisogni ma prendersi cura dell'altro.
In questi anni, le attività promosse dal Servizio civile hanno rappresentato una risorsa rilevante per le politiche sociali, soprattutto in ambito assistenziale verso gli anziani, i disabili, i minori, uno strumento innovativo per le politiche ambientali e di cooperazione e un'opportunità valida di formazione, nella terra di confine tra lo studio e il lavoro, sempre più precario. E, ancora oggi, queste esperienze conservano un valore aggiunto, ovvero la possibilità di confrontarsi con realtà e richieste di aiuto differenti, di tutelare i diritti di tutta la collettività mostrando un modo alternativo di stare al mondo e immaginando una realtà sociale fondata sulla cooperazione e su un forte legame relazionale, in grado di migliorare attraverso l'interdipendenza.