Dibattito a dir poco acceso nell’auditorium “Enzo Biagi” della Sala Borsa di Bologna, su uno dei dilemmi più scottanti ed attuali per politici, scienziati e gente comune: quali soluzioni per risolvere l’emergenza energetica del nostro pianeta. Protagonisti della discussione tre esperti in materia, l’ingegnere nucleare Walter Ambrosini, il professore di chimica all’università di Bologna Vincenzo Balzani e l’ex Presidente di Legambiente Chicco Testa, che interagendo col pubblico hanno spiegato le loro ragioni in termini di emergenza energetica dibattendo in particolare sull’adozione o meno del nucleare in Italia. Alla luce dell'intensa discussione è stato personalmente necessario trarre delle conclusioni, un bilancio della questione che faccia esprimere considerazioni da semplice cittadino tanto interessato quanto preoccupato da tale emergenza.
Punto comune, negli interventi dei tre relatori, è la consapevolezza da parte della comunità scientifica dell’urgente bisogno da parte del pianeta di energia, un pianeta sempre più avido che divora le proprie materie prime per ogni attività, un pianeta paragonato ad un’astronave che necessita continuamente di un gran numero di risorse per mantenere in vita i propri passeggeri in continuo aumento. E’ accertato dagli esperti che, anche per l’entrata nel sistema produttivo di nuovi e grandi paesi come la Cina e l’India, le riserve di combustibili fossili a disposizione andranno sicuramente incontro ad un esaurimento, il diverbio esiste sui tempi in cui ciò accadrà ma tutti gli studiosi percepiscono chiaramente l’urgente bisogno di fornire una soluzione a questa mancanza futura. E’ condivisa l’idea che l’attuale sistema energetico in cui gli idrocarburi rappresentano il principale combustibile usato, crea continuamente grossi problemi all’ambiente in termini di emissioni di gas nocivi e deterioramento dell’atmosfera. E’ essenziale percorrere una strada che ci faccia arrivare ad una soluzione, il problema è decidere quale sia la direzione migliore nel bivio che ci indica due principali direttrici: energia nucleare o energia rinnovabile. Nella ricerca della soluzione è necessario lasciare da parte convinzioni politiche ed interessi economici, mettendosi completamente a disposizione del bene comune, individuando una risoluzione che sia per lo meno definitiva e che intacchi il meno possibile l’equilibrio ambientale già precario del nostro pianeta.
A prima vista l’adozione dell’energia nucleare appare la strada migliore da seguire, intensi flussi di energia senza l’uso di combustibili fossili, emissioni praticamente nulle, tecnologie sempre più avanzate che permettono un grado di sicurezza nella progettazione e nella realizzazione molto elevato. Scavando in profondità gli scheletri di ciò che sembra una salvezza miracolosa riaffiorano paurosamente. In particolare rapportando tale soluzione alla nostra realtà nazionale si troveranno molti dubbi e ben poche certezze, punti focali non ancora chiaramente risolti, investimenti economici di costruzione e soprattutto manutenzione dei nuovi impianti energetici che poco si sposano con le possibilità e le capacità del nostro sistema politico - economico.
Per produrre energia nucleare si ha bisogno sostanzialmente di un combustibile radioattivo principale che è l’uranio, non stiamo parlando di una semplice materia prima come può essere il carbone o il petrolio ma di un elemento che è alla base di armi apocalittiche, che genera nel suo trattamento scorie altamente tossiche e di difficile smaltimento, di cui il nostro territorio è completamente sprovvisto. In termini economici investire in energia nucleare significa, oltre ad ingenti investimenti per la costruzione prima e lo smantellamento poi dei reattori, diventare economicamente dipendenti dai paesi che posseggono tale materia prima, significa non fare nessun passo avanti verso un sistema energetico più equo condannando il pianeta ad una sempre più crescente disuguaglianza sociale ed economica. In termini ambientali intraprendere la strada del nucleare vuol dire fronteggiare un problema centrale e complesso, lo smaltimento delle scorie radioattive con il conseguente pericolo di dover fronteggiare un’emergenza ancora più drammatica di quella sui rifiuti urbani degli ultimi anni in Italia.
Tralasciando le quanto meno probabili mancanze del nostro “Belpaese” la situazione non appare del tutto chiara, lo smaltimento delle scorie dovrebbe essere svolto tramite sotterramento degli elementi nocivi precedentemente racchiusi in gusci di vetro e incamiciati in recipienti di acciaio. E’ lecito chiedersi se sia idoneo e utile all’aspetto geologico terrestre sotterrare ingenti quantità di materiale radioattivo nel sottosuolo, è lecito chiedersi come mai molti dei reattori in funzione abbiano collocati sui piazzali adiacenti i contenitori delle scorie senza che alcuna tecnica di sotterramento venga ancora usata, si pensi che negli Stati Uniti il sito di stoccaggio previsto sotto il monte Yucca nello stato del Nevada necessita di costi che superano i 50 miliardi di dollari, accumulando 2300 tonnellate di scorie radioattive ogni anno che restano pericolose e tossiche per secoli e millenni.
A fronte di tali perplessità in materia di sicurezza ed economia non è facile affidare il futuro del proprio pianeta ad un progetto innovativo ma rischioso, all’ennesima pretesa da parte dell’umanità di poter usufruire anche delle più pericolose risorse tralasciando ciò che il pianeta stesso ci mette a disposizione in maniera più naturale e diretta come l’energia solare. Percorrere un percorso di investimento in energia solare garantirebbe una soluzione oltre che scientificamente valida, socialmente ed economicamente sostenibile. L’uso di tale energia ha sicuramente un punto debole nei tempi prolungati di messa a punto di tecnologie valide, aspettare troppo significherebbe mettere ancora più a rischio la situazione ambientale del pianeta. In questi termini è necessario un investimento maggiore nel campo della ricerca nonchè sulle strategie economiche migliori da immettere su questa direttrice. Diventa indispensabile educare ad una cultura del fotovoltaico, incentivando prima di tutto le famiglie all’uso di questo tipo di energia rinnovabile e facendo fronte nell’immediato al consumo spropositato di combustibili fossili. Affidarsi all’energia rinnovabile, in questo caso solare, significa livellare le posizioni economiche in termini di energia dei diversi paesi perché ogni paese avrebbe a disposizione la propria materia prima.
In particolare in Italia si potrebbero affrontare problemi sicuramente meno preoccupanti rispetto allo smaltimento delle scorie radioattive, si avrebbe un tipo di energia realmente pulita, nel rispetto e nel perseguimento del bene comune. Specialmente nel nostro paese si devono prendere decisioni chiare e soprattutto responsabili, tenendo presente dell’incapacità cronica di portare avanti un progetto in modo pienamente trasparente ed onesto, considerando una situazione economica che ha bisogno di investimenti mirati e consapevoli. E’ necessario intraprendere un percorso, tenendo ben presenti i limiti e le capacità del nostro sistema politico – economico, che migliori la qualità della vita dei cittadini nel rispetto del territorio, salvaguardando quell’astronave - terra di cui siamo passeggeri e soprattutto diretti responsabili.
Commenti
Il punto non è mettere una
Il punto non è mettere una forma d'energia contro l'altra in maniera semplicistica...credo che si abbia realmente la necessità di intraprendere una strada precisa, di scegliere in maniera coerente e seria una fonte d'energia che garantisca pienamente la sicurezza ed il benessere comune.
Anche e soprattutto da un punto di vista economico non credo che l'Italia si possa permettere di stare con due piedi in una scarpa, scegliere e soprattutto portare a termine il progetto scelto è una priorità.
Certamente, secondo il mio punto di vista, il nucleare non è la scelta più consona per il nostro paese, non voglio neppure pensare alle conseguenze disastrose di una politica approssimativa nell'approccio ad una tale forma di energia.
Non possiamo negare che l'approssimazione, la superficialità, la faciloneria contraddistingue tutta la nostra classe politica agli occhi del mondo...non sarebbe meglio confrontarsi con una tecnologia dai rischi limitati?
Ad ogni modo non è detto che chi critica l'uso dell'energia nucleare voglia creare posizioni rinunciatarie e convertirsi all'immobilismo della ragione, l'alternativa esiste ed è possibile, è possibile concentrare le grandi capacità della comunità scientifica al servizio di forme di energia totalmente rinnovabili ed ecosostenibili.
Grazie e buone feste...
Francesco Sperti
Un dubbio
Condivido la valutazione relativa ai ritardi che il nostro Paese ha accumulato e continua ad accumulare in molti settori. In parte, sono anch'io disilluso in questo senso (e come potrei non esserlo dopo 20 anni di moratoria nucleare di fatto?).
Propongo però un dubbio.
Dobbiamo davvero pensare che aver perso alcuni treni ci condanni a perderli tutti? Non si diceva che errare è umano ma perseverare non lo è?
Spesso le posizioni troppo rinunciatarie, che avviliscono chi veramente penserebbe di poter fare, nascondono una certa tendenza a tirare a campare senza impegnarsi veramente.
Cerchiamo di capire se il nostro Paese e i nostri figli meritino veramente che si programmi loro un futuro così avvilente.
Grazie comunque per lo scambio e Buon Anno.
Walter Ambrosini
Pienamente d'accordo ma...
Pienamente d'accordo con l'idea di non dover suscitare paure apocalittiche o descrivere in modo semplicistico i problemi energetici del nostro paese, ponendo una fonte di energia contro l'altra (tuttavia non credo che l'articolo in questione abbia velleità di dire l'ultima parola su questo tema).
Ritengo però indubbio che:
Credo infine che molto debba essere ancora fatto in termini di comunicazione, sia sull'argomento nucleare sia su argomenti scientifici di questo tipo. Auspico pertanto che possano moltipicarsi i momenti di confronto, aperti ad un pubblico sempre più vasto.
Ing. Carlo Sacripante
Il Vostro commento all'evento di Cronobie 08
Non mi pare opportuno suscitare paure apocalittiche e sollevare obiezioni puramente ideologiche contro l'energia nucleare come fate in modo semplicistico e demagogico nel vostro commento.
Come ho cercato di spiegare in più occasioni, anche in quella di Cronobie 08, sostenere una fonte di energia "contro" le altre mi pare una vera sciocchezza. Chi lo fa, mostra solo di non aver capito il contesto.
Purtroppo ci renderemo tutti conto troppo tardi dei disastri generati da una informazione ideologica sul problema energetico.
Non sono certo il primo a dire che "il sonno della ragione genera mostri". Il vostro commento ne è un esempio lampante.
Buon Natale.
Walter Ambrosini