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Tra criticità e progettualità condivisa: la parola agli operatori del Quartiere

Un po’ isolato geograficamente dal resto del quartiere e considerato spesso dall’opinione comune un “territorio depresso”, Casteldebole rappresenta per gli operatori del Quartiere Borgo Panigale un’area con qualche criticità, ma anche di forte interesse, in cui appare più che mai necessario dar vita ad una progettualità di rete condivisa, soprattutto dal punto di vista delle politiche giovanili.
In questa zona oltre alla microcriminalità e ai problemi legati all'uso di sostanze, si registra anche una sorta di difficoltà per i giovani che la abitano, riconducibile a uno “stato di noia”, una sorta di condizione depressiva dovuta a una carenza di attività che vadano incontro ai loro interessi, di stimoli e di luoghi di ritrovo e aggregazione. “In questo territorio mancano i luoghi fisici che facilitano gli incontri informali e le situazioni aggregative. - spiega Marco Gollini, Referente dell’Ufficio Cultura del Quartiere Borgo Panigale – Nel resto del quartiere ad esempio c’è il ‘Villaggio Ina’, l’Ipercoop, varie piazzette, mentre a Casteldebole non ci sono punti di ritrovo identificabili e soprattutto c’è una condizione di isolamento territoriale, anche legata alla mancanza di una linea di autobus che colleghi con l’altra parte del territorio di Borgo Panigale.”

Proprio per far fronte a queste problematiche da qualche mese il Quartiere ha dato il via al progetto di educativa di strada “Fitzcarraldo”, condotto dalla Cooperativa Sociale La Carovana e dalla Cooperativa Eta Beta con l’obiettivo di agganciare e conoscere i giovani della zona, dando vita ad attività educative e di socializzazione che vedano la loro diretta partecipazione progettuale, ma anche fornendo loro, in qualche modo, un nuovo spazio fisico in cui potersi incontrare.
Il progetto prevede infatti la realizzazione di un laboratorio - provvisorio e in legno – che verrà costruito proprio davanti al Centro Polifunzionale Bacchelli, con l’ulteriore obiettivo di creare un contatto tra i giovani di Casteldebole e gli anziani che abitualmente frequentano il Centro. “Il nome Fitzcarraldo deriva dall’idea di costruire una barca, all’interno di questo laboratorio, prevedendo la partecipazione attiva dei giovani attraverso il sostegno di educatori professionali. Il  progetto vuole offrire un obiettivo concreto da raggiungere utilizzando e sviluppando dinamiche relazionali positive - prosegue Gollini-  Tale proposta tuttavia ha creato alcune preoccupazioni e qualche polemica tra i cittadini di Casteldebole che abitano nella zona. E’ stato manifestato con forza il timore che la creazione di un nuovo punto aggregativo giovanile, frequentato talvolta magari anche da ragazzi con problematiche sociali, possa causare disagi e dinamiche tali da mettere in pericolo i cittadini e la vivibilità della zona”. “Per far fronte a queste difficoltà in gennaio è stato organizzato un incontro con la cittadinanza dove l’amministrazione di Quartiere e gli operatori delle cooperative  hanno esposto il progetto in tutta la sua interezza, al fine di tranquillizzare e di sensibilizzare le persone.”

Attualmente il progetto sta operando sul consolidamento della relazione con i ragazzi attraverso delle attività ludico ricreative e, solo successivamente, si dovrebbe passare alla realizzazione del laboratorio ed alle azioni educative e pratiche ad esso connesse. Per il momento, quindi, i contatti tra i ragazzi e le associazioni che frequentano il Bacchelli restano ancora molto scarsi. “La scelta del Quartiere di affidare la gestione del Bacchelli alle associazioni, dettata dalla suddivisione degli spazi interni della sede del centro polifunzionale, comporta certamente alcuni vantaggi: la loro organizzazione e i tempi che sono in grado di mettere a disposizione garantiscono autonomia e un buon presidio della struttura. – spiega la Pedagogista del Quartiere Borgo Panigale, Rosalita Patelli - Chiaramente però, in un territorio che risente così tanto della carenza di luoghi di aggregazione, affidare una struttura ricca di spazi ad associazioni rivolte soprattutto ai cittadini meno giovani, può provocare nei ragazzi una sorta di risentimento”.
“E’ possibile che i ragazzi abbiano ‘timore’ di avvicinarsi al Bacchelli, perché è frequentato da anziani e gestito da associazioni organizzate, per cui pensano di non potere accedervi. – prosegue Gollini – Per favorire questo avvicinamento il Quartiere si propone di dar vita ad attività che possano stimolare l’interesse giovanile: abbiamo aperto una saletta di prestito libri fornita anche di postazione internet ed abbiamo in programma la realizzazione di alcune iniziative culturali e di socializzazione proprio per favorire la fruizione da parte di tutti di un luogo pubblico. È stato avviato un lavoro di investimento da parte del Quartiere rispetto alle politiche giovanili ed i risultati certamente si vedranno col tempo, ma credo che come inizio sia stato molto buono.”
E i tempi potrebbero subire un rallentamento anche nell’attesa che si compia il processo di decentramento e ridefinizione delle attuali deleghe e funzioni dei Quartieri, che andranno gradualmente ad occuparsi direttamente anche dell’attuale “Servizio Minori”, gestito sino ad oggi centralmente dal Comune di Bologna. “Nel frattempo – continua Gollini - credo sia fondamentale sottolineare che, grazie ad un lavoro di rete con associazioni, operatori, cittadini e col valore aggiunto della Consulta del Welfare, nell’ultimo anno siamo riusciti a realizzare alcune iniziative specifiche rivolte ai giovani, quali concerti, laboratori musicali e di graffiti, rassegne cinematografiche e momenti di festa in generale”.

Ma un coinvolgimento reale e concreto dei giovani nelle attività del Bacchelli e dell’intera zona di Casteldebole, non può che venire dal basso: ascoltando le diverse voci degli  attori di questo territorio, dei ragazzi stessi, dei loro operatori, degli anziani, fino alle tante realtà associative che vi operano. “Se per quanto riguarda i ragazzi più piccoli, anche per il raccordo che esiste tra le scuole medie del territorio e il coordinamento pedagogico, il lavoro di rete quest’anno ha funzionato  bene, grazie ad una programmazione integrata all’interno nel territorio, per quanto riguarda la fascia dei ragazzi più grandi la situazione è caratterizzata da una maggiore complessità - prosegue Rosalita Patelli –  Tutti avvertiamo il bisogno che si concretizzi un tavolo di coordinamento, la cui realizzazione è al momento sospesa nell’attesa che avvenga e si concluda il processo di passaggio delle deleghe ai Quartieri. Superata questa fase di transizione e individuate anche le figure professionali coinvolte, il Quartiere potrà investire progettualità e risorse.”