Affronterò la vita a muso duro, in sella a una carrozzina

Un ricordo del poeta-cantautore Pierangelo Bertoli

Ok, lo so, ne hanno già parlato tutti i telegiornali e probabilmente (anzi: ci auguriamo) qualche trasmissione televisiva dedicherà un piccolo speciale all'argomento o qualche rivista ne farà un servizio… Ma non ne siamo così sicuri. Perché finora Pierangelo Bertoli, originario di Sassuolo (MO), non veniva quasi mai nominato quando si trattava di elencare esponenti della fertile scuola musicale emiliana (si pensi a Dalla, Ligabue, Carboni, Morandi…) e modenese (Guccini, Vasco Rossi…).
Eppure lui, il Bertoli "ruotante" (come forse direbbe Bomprezzi), è stato un cantautore molto prolifico ed anche particolarmente originale. Testi non sempre facili i suoi, un po' duri, critici verso la società, ma musicalmente accattivanti e convincenti. Dal suo modo di cantare simile a volte a un grande dialogo tra sé e il suo pubblico, è sempre emerso il suo percorso di vita e di scelte. La scelta ad esempio di essere un personaggio un po' scomodo, non solo per i testi che componeva e per il suo rifiuto verso i formalismi. Scomodo anche per la sua presenza fisica, per la sua sedia a rotelle: pensate alle telecamere che si dovevano abbassare per riprenderlo, ai concerti con lui immobile sul palco anziché saltare di qua e di là come le popstar più amate. E certamente non corrispondeva ai canoni classici di "bella presenza televisiva". Ma lui c'era, con tutta la voce che aveva, e portava con sé valori importanti e fondamentali per una società civile migliore.
Ora è morto, a pochi giorni dal suo sessantesimo compleanno. Vogliamo ricordarlo, con le parole di una sua canzone.

A muso duro, 1979

E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario
i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perché volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti
adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti.

Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.
Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.


Per saperne di più:
http://www.bielle.org/Pages/bertoli.htm