Cocaina e nuove droghe in aumento a Bologna

L'Osservatorio metropolitano dipendenze patologiche di Bologna indica i nuovi dati del Rapporto 2002 sulle tossicodipendenze.

Circa 5.000 tossicodipendenti stimati a Bologna e provincia nel 2002, di cui 3.272 seguiti dai Sert (considerando anche i consumatori di cannabis e nuove droghe). Rispetto all’anno precedente, aumentano i cocainomani (+8%), chi usa più sostanze stupefacenti (cosiddetti poliassuntori: +11,6%), mentre sono in lieve diminuzione gli eroinomani (-1.9%). Cresce anche l'età media di chi fa uso di droga (intorno ai 34 anni), mentre è stabile il numero dei senza lavoro (39%) e con bassa scolarità (62%). Il 20% sono donne (+1.5% rispetto al 2001) e il 10% immigrati (-1.8%).
Sono questi i dati fotografati dall'Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna, che ha pubblicato oggi il Rapporto 2002 sulle tossicodipendenze. Elevato risulta però essere il sommerso: si tratta soprattutto di giovani consumatori o con scolarità elevata che non percepiscono il problema (chi assume “pasticche” in discoteca non si ritiene drogato e nemmeno chi sniffa durante i “festini”), di stranieri e persone particolarmente disagiate (con problemi psichiatrici, di giustizia, che si trovano in situazione di povertà o clandestinità) che non si rivolgono ai Sert.
Dei 2.797 casi che rientrano nello studio dell’Osservatorio metropolitano dipendenze patologiche e che sono entrati in contatto con i servizi pubblici o privati (carcere, ospedale, 118, servizi sociali, volontariato, comunità di recupero, unità mobile o di aiuto, forze dell’ordine), il quasi il 74% è stato in trattamento presso un Sert. Ma se si va a considerare il dato relativo ai contatti con il sistema dei servizi, si scopre che solo poco più della metà di queste persone era compresa nelle statistiche del 2001: il 40% dei tossicomani contattati dai servizi l’anno precedente non si è ripresentato nel 2002, mentre il 36% dei soggetti era al primo contatto.
“L’apparente ‘nomadismo’ dei tossicodipendenti – ha spiegato il responsabile dell’Osservatorio metropolitano dipendenze patologiche Raimondo Maria Pavarin -, che in realtà conferma Bologna come polo di attrazione per questo tipo di popolazione, non è l’unico dato interessante che risulta dal rapporto”. Infatti, il rischio di overdose è diminuito nel corso degli anni (dai 43 morti del 1998 si è passati ai 10 del 2002) ed aumenta la probabilità di sopravvivenza anche per i malati di Aids. Rispetto al 2001, però, è cresciuta la percentuale dei soggetti positivi all’Hiv (+0.5%) e all’epatite C (+4.5%). Ma dipendenza non vuol dire solo droga. Nel 2002, gli alcolisti che si sono rivolti ai Sert sono stati 577, con un’età media di 47 anni, la metà dei quali con un’occupazione stabile. Molto alta è risultata la popolazione a rischio: 549.440 persone, dai 15 ai 65 anni.





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