Cinema/ Drammatica e grottesca fotografia della caduta dei valori in Texas
I fratelli Coen dopo gli ultimi due film poco brillanti “Prima ti sposo, poi ti rovino” e “Ladykillers”, con “Non è un paese per vecchi” tornano agli alti livelli delle loro precedenti opere.
Quest’ultima pellicola è tratta dall’omonimo romanzo del Premio Pulitzer 2007 per la letteratura Cormac McCarthy, considerato uno dei maggiori narratori americani, tanto raffinato quanto spietato nei suoi libri, tradotti in italiano da Einaudi.
Egli esalta nei suoi scritti gli antichi, elementari, ruvidi ma saldi valori dell’ovest americano, oggi ormai messi da parte: la vecchia civiltà degli allevatori di bestiame ha spesso lasciato il posto a denaro, droga, traffici illegali e sopraffazione; la vicina frontiera messicana poi è la porta d’accesso o di uscita per chi ha qualcosa da nascondere e conti in sospeso con la legge.
Il film ha conquistato 8 nomination all’Oscar 2008, di cui ben 4 “personali” per Joel ed Ethan Coen: film, regia, sceneggiatura non originale e montaggio.
L’incipit di “Non è un paese per vecchi” inizia, come “Blood Simple”, con una serie di campi lunghissimi sulle ampie distese del Texas, anche se ad incorniciare gli spazi desertici non ci sono più i distanti assembramenti urbani, ma formazioni montuose aride e spoglie. Unico segno umano è la voce narrante e rassegnata di Tommy Lee Jones (lo sceriffo Bell) accompagnata dal soffiare del vento.
La storia parla di Llewelyn Moss (Josh Brolin), un reduce dal Vietnam che, durante una battuta di caccia, si imbatte nei cadaveri di un regolamento di conti tra narcotrafficanti e rinviene una valigetta di soldi che decide di tenere, e dalla quale non vuole separarsi per nessuna ragione, incurante dei guai a cui andrà incontro.
Lo inseguono, per ragioni opposte, due uomini che rappresentano il bene e il male.
Il primo è il vecchio e disilluso sceriffo Bell, di poche e sagge parole, poliziotto di paese apparentemente pigro e non all’altezza, ma in possesso della qualità che più lo qualifica: la conoscenza della natura umana.
Il secondo è lo spietato e psicopatico assassino Anton Chigurh (l’attore spagnolo Javier Bardem), munito di un’arma micidiale di sua invenzione, che risolve il destino di chi gli si trova davanti a “testa o croce” e dà a Moss una caccia senza quartiere per recuperare i soldi.
Contrariamente al loro esordio, quando i fratelli Coen attingevano a vezzi stilistici ed amavano riprese e inquadrature ad effetto, in quest’ultimo film tutto è controllatissimo, in una progressione della suspense che non dà tregua, tra l’esposizione della violenza più brutale e la sua osservazione distaccata e ironica.
In questa strage senza vincitori e vinti, la morale va cercata verso la fine, nel colloquio tra lo sceriffo e un suo vecchio zio. Pur non avendo troppe nostalgie per tempi che non sono mai stati rose e fiori per questa terra, essi prendono coscienza della corsa inarrestabile verso la barbarie: per loro è irriconoscibile un posto dove non si dice più “grazie” e “per favore”; non è più il paese per due vecchi come loro.
I registi, con la loro opera, non hanno voluto offrire allo spettatore una pellicola di genere puro, ma hanno adattato un romanzo che devia dalle convenzioni, soprattutto nell’ultima parte che rifiuta l’incontro con resa dei conti (tipica dei western) tra l’eroe buono e quello cattivo.
Una commedia nera tra il grottesco e il drammatico, come la maggioranza dei film dei fratelli Coen. Si tratta comunque di un’ambientazione texana, un’area immensa dove, dicono i due registi, ci sono persone ad Austin, dove è stato girato “Blood simple”, che non sono mai state in quella parte dello stato dove sono avvenute le riprese della loro ultima fatica.
Il Texas è lo stato più lontano e difficile da raggiungere dopo l’Alaska e le isole Hawaii, paese duro, desolato e desolante, perfetto scenario per un’umanità dove facilmente dilaga la violenza.
Regia: Joel e Ethan Coen
Attori: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson
Anno: 2007, Usa
In visione nei cinema di Bologna:
Capitol Multisala, via Indipendenza, 74
Tel: 24.10.02
Fossolo, via Lincoln, 3
Tel: 54.01.45
Medusa Multisala, viale Europa, 5
Tel: 637.04.32
Sito Italiano: www.cinema.universalpictures.it/website/noneunpaese pervecchi/
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Fabrizio Galavotti