Il primo marzo dei migranti

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Torna, anche quest'anno, lo sciopero dei migranti. "24 ore senza di noi", recita la scritta apposta sotto l'immagine simbolo dell'iniziativa; 24 ore per testimoniarsi perno dell'impianto produttivo, per manifestare come le instabilità lavorative cui soggiacciono i cittadini stranieri contaminino la tutela dei diritti di ognuno, per denunciare le doppiezze e le negligenze politiche su cui si fonda la dinamica dello sfruttamento.

Come nel 2010 e 2011, così anche questo primo marzo, lavoratori migranti e italiani sciopereranno insieme in decine di città italiane contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini, nello spirito della Carta dei Mondiale dei Migranti approvata a Gorée, in Senegal, il 4 febbraio 2011, per difendere la libera circolazione delle persone e l'esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. Come scrivono i comitati organizzativi, infatti, "il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere: uno stato di cose che produce gerarchie e clandestinità".

E l'esigenza della giurisdizione che ponga freno a disuguaglianze e vessazioni, diviene tanto più ugente quando relazionata ai gravi episodi di cronaca risalenti a pochi mesi fa: il pogrom di Rom a Torino e l'omicidio razzista di Samb Modou e Diop Mor a Firenze. Le richieste presentate riguardano quindi l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro, la chiusura di ogni C.I.E. italiano ed europeo, la cittadinanza immediata ai bimbi nati in Italia, una regolarizzazione generale di chi manca di permesso di soggiorno e il riconoscimento del diritto d'asilo senza inutili ritardi e discrezionalità.
Sarà il giallo, per la sua neutralità politica e come vessillo di cambiamento, a rappresentare tali aspettative tra foulard, bandiere, palloncini e nastri; e a chiunque parteciperà è richiesto di portare un tocco di quel colore.

"Cittadinanza subito". A Bologna sarà questo lo slogan per lo sciopero degli stranieri del primo marzo. Alla terza edizione l’iniziativa è affidata infatti ai ragazzi di “seconda generazione”. Saranno infatti gli studenti, di origine straniera e non, a dare il via alla giornata con il corteo “On the move”, in partenza alle 9 da piazza dell’Unità. La parata, organizzata dall’omonimo laboratorio di hip-hop interno all’XM-24, sfilerà per via Indipendenza per poi deviare in via Irnerio, risalire per via Mascarella e via Zamboni per chiudersi in piazza Maggiore (sul sito www.coordinamentomigranti.org/ gli spot realizzati per l’occasione).
Le iniziative del coordinamento proseguiranno alle 16.30 con un presidio in piazza Nettuno, che in serata si trasformerà in un concerto.

Anche i richiedenti asilo arrivati dal Nord Africa aderiscono allo sciopero degli stranieri del primo marzo. Sfileranno alla scuola di italiano e allo sportello stranieri del Tpo, che saranno in piazza Nettuno per raccogliere le firme della campagna “Per la libertà di scelta” promossa dal progetto Melting Pot Europa. Anche in questo caso si chiede di cancellare “una legge ingiusta, la Bossi-Fini, che produce clandestinità”, spiegano da Ya Basta. “Con noi ci saranno i richiedenti asilo approdati sulle nostre coste dalla Libia dopo che la guerra li ha costretti a fuggire, che chiedono il diritto di restare, il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario che li sottragga dalla clandestinità".

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