Curare i bambini palestinesi negli ospedali israeliani

Il primo bilancio del progetto "Saving Children", l'accordo tra Regione e fondazione Peres

A marzo di quest'anno, sulle pagine di Bandiera Gialla, avevamo parlato dell'accordo tra la Regione Emilia Romagna e la Fondazione Shimon Peres per il progetto "Saving Children", che ha lo scopo di curare bambini palestinesi in ospedali israeliani, e facilitare lo scambio scientifico e formativo tra medici isreaeliani e palestinesi, per favorire il dialogo di pace.
Ora abbiamo i primi dati di sperimentazione di questo progetto.
I dati complessivi dei primi sei mesi del 2005 mostrano come “Saving Children” abbia consentito di ricoverare negli ospedali israeliani che aderiscono al progetto 362 bambini palestinesi, di visitarne 241 e di effettuare 121 interventi chirurgici, 105 dei quali di cardiochirurgia. I piccoli pazienti da assistere sono stati individuati da un comitato scientifico composto da medici palestinesi e il costo delle cure è stato sostenuto al 50% dall’ospedale stesso, al 50% dai fondi del progetto.

In questi giorni sono a Bologna 50 medici, 25 palestinesi e 25 israeliani per fare formazione e confrontarsi sull’andamento del progetto. Anche perché “Saving Children”, nato nell’estate del 2003 dall’incontro tra la Fondazione Shimon Peres, l’ospedale Meyer di Firenze e Regione Toscana, si è via via allargato: oggi, oltre alla Regione Emilia-Romagna, coinvolge anche l’Umbria.

“Questo progetto – dice Franco Riboldi, direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna che gestisce il progetto – è un modo per mettere in contatto nuclei familiari palestinesi e israeliani, in modo che, di fronte al dolore dei bambini e agli sforzi per assisterli e curarli, possano dialogare tra loro, scoprirsi reciprocamente e conoscersi”.