L'Osservatorio delle Politiche Giovanili della Provincia di Bologna ha presentato, lo scorso martedì 3 maggio 2011 presso la sala C. Gnudi della Pinacoteca Nazionale, la ricerca "Ricordare per progettare - uno sguardo alle Politiche Giovanili in provincia di Bologna dagli anni '50 ad oggi".
La ricerca esamina e ripercorre le politiche giovanili adottate nella provincia di Bologna negli ultimi 60 anni e rappresenta uno strumento di lavoro che prende in esame cinque periodi (dal dopoguerra alla metà degli anni ’60, fino agli anni ’80, da qui a metà anni ’90, fino al 2005, e infine dal 2005 ad oggi) che prendono in considerazione il contesto storico di riferimento, il volto dei giovani e il modello di intervento adottato, tenendo conto della complessità contestuale e cercando di non cadere in un'analisi superficiale.
Nello specifico, per ogni periodo storico analizzato vengono presi in considerazione elementi come la dimensione organizzativa, gli interventi messi in atto, le modalità di progettazione, una breve panoramica su come vengono visti i giovani e il modello socio-educativo in vigore nel periodo. Nell'analisi vengono affrontati temi che vanno dal disagio sociale alla comunicazione, fino alla scuola, il tempo libero e il lavoro.
La terza fase (quella che va dagli anni '80 fino alla prima metà degli anni '90) è quella in cui si sviluppano pienamente delle politiche specifiche dedicate ai giovani, mentre è da evidenziare, nell'ultima fase, un approfondimento sui giovani di origine immigrata, dove si passa dai singoli interventi per fasce d'età ad una prospettiva intergenerazionale.
Di forte impatto è la visione dei giovani nel periodo che va dal dopoguerra fino alla metà degli anni Sessanta rispetto ai giorni nostri, dove da un modello di giovane di successo concentrato sui suoi "beni" come un'automobile, un mestiere o una moglie, si passa a un modello di giovane che sconta dei ritardi sull'accesso all'occupazione e sulla formazione di una famiglia propria. Nella fase odierna, infatti, i giovani vivono dei percorsi individuali molto più variegati che in passato, con avvicendamenti tra lavoro e studio, soprattuto con l'introduzione della flessibilità lavorativa.
Lo scopo è quello di tener presente questo patrimonio in una prospettiva di capacità progettuale in grado di sollecitare la riflessione collettiva per le azioni future riguardanti gli investimenti sul mondo giovanile.