L'informazione sul tema degli immigrati oscilla tra buonismo melenso davanti al dramma delle centinaia di disperati sulle carrette del mare e l’allarmismo esasperato davanti al ripetersi di episodi di criminalità. È necessario, dunque, che anche lo straniero si faccia sentire e Vita, rivista di informazione del no-profit, attraverso l'iniziativa "Speciale immigrazione: giornalista per un giorno", da questa opportunità a chi ha voglia di raccontare la sua storia d’integrazione in Italia. Basta inviarla a redazione@vita.it, oppure pubblicarla direttamente sul forum di vita.it. I contributi più significativi saranno pubblicati su Vita Magazine.
La gente percepisce un aumento della criminalità proprio a causa dei media tradizionali che, trattando sempre più spesso di tali episodi da parte di extracomunitari, non fanno altro che aumentare il sentimento di paura presso il pubblico. E non importa se il numero reale di episodi criminosi sia diminuito, perché la percezione della verità attraverso i mezzi di informazione sarà predominante.
Questo meccanismo viene chiamato dagli studiosi “Tautologia della paura”, la paura che alimenta se stessa in un meccanismo a spirale che va ad aumentare l’odio nei confronti del “diverso”. Il fenomeno si basa sulla considerazione che, anche se un fatto di criminalità, ritenuto vero in un primo momento, venisse smentito, rivelandosi del tutto infondato, le sue conseguenze saranno egualmente reali. Nell’opinione pubblica prevarrà, quindi, il sentimento di odio nei confronti di chi era stato accusato dell’ eventuale reato.
Si sa che i mezzi d’informazione preferiscono le brutte notizie a quelle buone, sulla base di una delle regole fondanti del giornalismo “Bad news is good news”, ma in questo modo rischiano di diventare un potente mezzo di disgregazione sociale, ostacolando quel processo d’integrazione tanto necessario nel nostro Paese sia in termini sociali che in termini economici. Quanti saranno in percentuale gli immigrati che commettono un reato sul totale degli immigrati in Italia? È questa la domanda che dobbiamo porci per valutare se sia davvero dannoso aprire le porte dell’Italia agli stranieri. Probabilmente la proporzione sarà più o meno uguale a quella dei criminali italiani sul totale della nostra popolazione.
E allora è quanto mai opportuno dire basta a questa disinformazione dilagante. Non si può vedere soltanto una faccia della medaglia. Ci sono migliaia e migliaia di immigrati che sono onesti lavoratori, ma che naturalmente non fanno notizia proprio perché vivono in Italia lealmente e nel rispetto delle leggi. Proviamo, con l'aiuto di tutti, a dare corpo a una cronaca alternativa.
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Speciale Immigrazione: giornalista per un giorno
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