Aumentano i consumi e i consumatori appartengono ad ogni ceto sociale

Presentato il Rapporto 2005 sulle dipendenze a Bologna

A Bologna aumenta il consumo di droghe. Ecco cosa emerge dal Rapporto 2005 sulle dipendenze in area metropolitana. Nel febbraio del 2006 veniva varata in Parlamento la legge sulle droghe "Fini-Giovanardi", una legge criticata da una parte politica per la sua severità e per l'effettiva messa in atto di un equiparazione tra droghe pesanti e droghe leggere, osannata da altri per la sua rigida condanna ad ogni tipo di consumo. A quasi un anno dalla sua applicazione, a Bologna viene presentato il rapporto 2005 sulle dipendenze in area metropolitana, un quadro epidemiologico completo sulle caratteristiche dei tossicodipendenti e degli alcolisti che vivono nel capoluogo emiliano.

Il rapporto, stilato dall'Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche della Usl locale, sotto la guida di Raimondo Maria Pavarin, presenta una situazione preoccupante e certamente anomala rispetto ad altre grandi città italiane.In questi ultimi anni, infatti, non solo va aumentando il numero dei consumatori di sostanze stupefacenti, con un conseguente incremento degli interventi rivolti a soggetti con problemi legati all'uso di droghe, ma Bologna, e qui risiede l'anomalia, presenta un rapporto tra utenti Sert e popolazione residente che è doppio rispetto a città come Roma, Milano e Torino. Ciò si spiega con l'elevato flusso in arrivo dei non residenti: studenti, lavoratori, stranieri, che rappresentano un terzo dei consumatori presenti nel territorio bolognese, ma che spesso sono difficili da individuare e seguire in un percorso di cura prolungato nel tempo. Così Bologna si vede assegnare un triste primato: mentre in Italia cala il numero di denunce,arresti e sequestri (soprattutto di eroina e cocaina) correlati al traffico di stupefacenti, a Bologna è in aumento.

Il mondo dei consumatori di sostanze stupefacenti appare complesso, costituito da gruppi con caratteristiche differenti per età, ceto, tasso di scolarizzazione, con diversi livelli di consapevolezza del rischio e un diverso rapporto con i servizi offerti. Oltre agli utenti del Sert, eroinomani con gravi problemi di salute, e ai tossicodipendenti emarginati dalla società e dunque molto poveri, l'analisi dell'Osservatorio offre una terza tipologia di consumatore. Sono i consumatori problematici (categoria in aumento), studenti o giovani lavoratori, che fanno spesso uso saltuario di più sostanze, soprattutto cocaina, e sfuggono alla tutela dei servizi.

Ecco di seguito alcuni dei dati più significativi emersi dal rapporto: nella popolazione generale almeno un soggetto su cinque ha provato almeno una sostanza illecita nel corso della vita. I cannabinoidi (hascish e marjuana) sono la sostanza psicoattiva più diffusa dopo l'alcol, ma eroina e cocaina cominciano a circolare con sempre maggiore frequenza. L'iniziazione alla droga avviene sempre prima: i più giovani, spesso studenti residenti a Bologna, sono i maggiori consumatori di cannabis e suoi derivati, i più anziani (l'età media è di 34 anni) sono per lo più eroinomani, stranieri, ex detenuti ed emarginati nella periferia della città, senza lavoro e con una bassa scolarità.
Il mercato delle sostanze, in mano alla criminalità, ha tratto grossi benefici da questa situazione e il suo volume di affari si è grandemente ampliato: per un consumo stimato di 936 kg di eroina, 1.500 kg di cocaina e 3.500 kg di cannabinoidi in un anno, risulta un guadagno di oltre 20.000.000 di euro.

Dopo una lettura tanto dettagliata della realtà bolognese è necessario chiedersi cosa si può fare per cercare di arginare un fenomeno di tali dimensioni, così complesso ed eterogeneo. Nessuna soluzione appare semplice e definitiva, ma dalle analisi e dalle proposte degli intervenuti al convegno emergono diverse considerazioni importanti. Il problema delle droghe coinvolge tutta la collettività non solo gli enti sanitari, e non può essere tollerato nè rilegato silenziosamente ai margini della società.

La Vice Sindaco, Adriana Scaramuzzino sottolinea l'importanza di uno sforzo congiunto da parte di amministrazione, enti locali, volontariato, polizia, per attuare una politica non tanto di repressione quanto di comprensione e di prevenzione (a partire da campagne di informazione nelle scuole).

Dal momento che ogni soggetto porta con sè una storia, un'età e un tipo di consumo differente, risultano inoltre insufficienti le strutture di accoglienza attualmente presenti nel territorio bolognese, spesso inadeguate per rispondere a bisogni e disagi specifici degli utenti. Il Coordinatore Sert della Asl Gambini a tal proposito propone di distinguere tra abusatori-dipendenti e consumatori, offrendo diversi luoghi di cura che siano anche luoghi di vita, dove seguire in maniera continuativa gli utenti,offrendo a tutti una possibilità di reinserimento nella società, anche a coloro che vivono in condizioni di abbandono e isolamento.

Per altre informazioni
Osservatorio Epidemiologico Metropolitano
www.ossdipbo.org/

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