Rischiano di restare senza garante i detenuti del carcere della Dozza

Il carcere a Bologna

Rischiano di restare senza garante i quasi 1200 detenuti del carcere della Dozza di Bologna, il più sovraffollato d'Italia. Il mandato quinquennale dell'avvocato Desi Bruno (attuale garante dei diritti delle persona private di libertà personale) scadrà infatti il 31 di agosto e, a oggi, a causa della particolare situazione politica in cui versa la città, non sono state ancora avviate le procedure per la nomina del nuovo garante.
Il nuovo garante, infatti,  dovrebbe essere nominato dal Commissario Cancellieri, che ha però a sua volta un mandato a termine e ben più limitato rispetto ai cinque anni dell'ufficio del garante. Inoltre l'attuale regolamento non prevede la possibilità di prorogare il mandato della Bruno per un altro anno, cioè fino alle elezioni del 2011.
"Oggi avrei voluto poter mettere l'ufficio nelle mani di un altro garante. – ha spiegato l'avvocato Bruno durante la presentazione della sesta relazione sull'attività svolta dal suo ufficio -  Capisco la fase politica difficile che sta attraversando Bologna, ma il consiglio comunale aveva chiesto di mantenere una continuità".

A fronte di questa situazione di enpasse, che rischia di vanificare l'importante lavoro svolto in questi anni, le istituzioni carcerarie, la Consulta permanente per la lotta all'eslusione sociale e numerose realtà del terzo settore del territorio hanno fatto sentire la propria voce lanciando un appello alla Cancellieri perché il mandato della Bruno venga prorogato fino alle prossime elezioni. "E' ben noto che accanto agli storici problemi di sovraffollamento e di emergenza sanitaria vi è una restrizione nella concessione delle misure alternative che aggrava la sofferenza di chi è detenuto e di chi nel carcere lavora. - ha sottolineato la Consulta in una lettera al Commissario - Ma ancora più grave ci sembra che non sia prevista la nomina del Garante dei diritti delle persone private della libertà, essendo quello attuale a scadenza a fine mese. La mancanza di questa figura priva i detenuti di uno strumento di garanzia dei propri diritti e la città di un organo a tutela della legalità."

Questa precaria situazione rischia poi di aver conseguenze ancor più gravi alla luce delle sempre più difficili condizioni del carcere bolognese. L'istituto della Dozza resta stracolmo: a oggi si contano infatti 1163 detenuti su una capienza di 480. "Nonostante i passi avanti che sono stati fatti, la condizione carceraria è peggiorata, e questo è un dato da cui non si può prescindere – commenta Desi Bruno - Con 700 stranieri provenienti da 54 paesi diversi, la Dozza è un paese a sé, che conta 3.000 persone compresi i lavoratori. Le risorse calano, il lavoro cala, e le attività culturali calano".
A ciò si aggiungono la tragica situazione dei Centri di identificazione ed esplulsione e le gravi difficoltà dei 300 detenuti tossicodipendenti per cui non sembrano esserci le risorse per entrare in comunità, nonostante il costo del loro mantenimento in carcere sia di gran lunga maggiore rispetto a quello del loro ingresso in comunità.

Per informazioni
www.iperbole.bologna.it/garante-detenuti

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