Sono sempre più preoccupanti le condizioni in cui vivono i detenuti della Dozza. Il Garante lancia un appello per salvare la tipografia della Casa Circondariale "Il Profumo delle Parole" mentre da un anno il laboratorio teatrale condotto dal Gruppo Elettrogeno va avanti con le sole risorse volontarie.
Se si considera che nel carcere della Dozza vivono circa 1150 detenuti, quasi il doppio dei 600 che la Casa Circondariale potrebbe ospitare, si intuisce come sia difficile conciliare il cronico sovraffollamento con la missione rieducativa che la Costituzione affida alla pena detentiva. Di qui la fondamentale importanza di tutte quelle esperienze e quei progetti di formazione e di aggregazione che animano il carcere. Dal gennaio 2009 sono stati interrotti i finanziamenti al progetto "Parole Comuni" che dal 2006 aveva visto il Gruppo Elettrogeno mettere in piedi laboratori musico-teatrali, rivelatisi per i partecipanti un importante spazio mentale e di creatività in cui impegnarsi e crescere. Nella Lettera di Sottoscrizione lanciata dall'associazione in difesa del progetto, si evidenzia che se il tempo passato fuori dalle celle affollate ha per i detenuti un valore inestimabile, ora senza risorse è impossibile continuare le attività e dare seguito ai progetti delineati finora.
Tuttavia a rischiare di scomparire non sono solo le pur cruciali attività per il tempo libero, ma anche i progetti nati con l'intento di offrire ai detenuti percorsi di formazione e lavoro spendibili sul mercato una volta usciti dal carcere. E' il caso della tipografia "Il profumo delle Parole", attivata nel 2004 all'interno della Casa Circondariale grazie ad un accordo tra Regione Emilia Romagna, Comune e Provincia di Bologna, Provveditorato Regionale dell'Amministrazione penitenziaria e Consorzio SIC di cooperative sociali. Se all'inizio in tipografia erano impiegati tre detenuti formati con un apposito corso di preparazione, ad oggi solo un detenuto è impiegato nell'attività. "Tale situazione è senz'altro data dall'evidente situazione di crisi, per quel che riguarda i clienti privati e da un grosso calo, nel corso degli anni, delle commesse da parte dei clienti pubblici" si legge nel comunicato stampa diffuso dal Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale Desi Bruno.
Di qui l'appello lanciato dal Garante agli enti locali territoriali perchè mostrino una rinnovata attenzione alla questione e affidino al la tipografia della Dozza tutte le commesse tipiche di una pubblica amministrazione, ad esempio la modulistica, le carpette, le pubblicazioni e così via. Una scelta che garantirebbe la possibilità di portare avanti e far crescere il progetto.
Per informazioni:
Garante delle persone private della libertà personale-Comune di Bologna:
http://www.comune.bologna.it/garante-detenuti/