Il ruolo del terzo settore ferrarese di fronte alla crisi. Intervista a Giorgia Saglietto

(di Francesca Gallini - fonte: Ferrarasociale.org)

Il Forum del Terzo Settore della provincia di Ferrara rappresenta gli interessi e le istanze comuni del Terzo Settore ferrarese nei confronti delle istituzioni e di altre organizzazioni e promuove la cittadinanza attiva, contrastando ogni forma di esclusione e discriminazione sociale. Al Forum aderiscono, singolarmente o in forma associata, le principali organizzazioni di volontariato, cooperative sociali e associazioni di promozione sociale presenti nel territorio ferrarese. Come viene affrontato il contrasto alle povertà da parte del Terzo settore ferrarese? Ne abbiamo parlato con Giorgia Saglietto, portavoce del Forum ferrarese e presidente di ArciRagazzi all'interno dell’Arci Servizio Civile. Giorgia Saglietto, attiva all’interno del Coordinamento del Forum dal 2007, collabora attualmente con la cooperativa sociale Camelot e fa parte del consiglio di amministrazione del Consorzio di cooperative RES (Riunite Esperienze Sociali).  

Quali azioni di contrasto alla povertà ha messo in campo il Terzo ettore di Ferrara?
Il nostro Terzo settore ha già messo in campo molte azioni di contrasto alla povertà, sia in autonomia sia in collaborazione con i vari Comuni. Penso alle mense per i poveri, ai dormitori, al banco alimentare e altro ancora. Tuttavia spesso queste azioni non godono di adeguata visibilità presso la cittadinanza.

Qual è lo sforzo che si dovrebbe fare?
Senza dubbio cercare di uscire dal proprio contesto. Il Terzo settore è un mondo variegato, formato da anime diverse – Volontariato, Associazionismo di promozione sociale e Cooperazione sociale – e, al suo interno, è difficoltoso essere democratici e partecipativi. La partecipazione ed il confronto costano infatti tempo e fatica. E tuttavia questa realtà variegata e difficoltosa, non lo nego, è proprio la nostra ricchezza. Lo sforzo a cui si punta è quello di rappresentare tutti i cittadini. Ora rappresentiamo solo una parte della società civile. Per il Terzo settore la sfida futura sarà questa nuova forma di rappresentanza.

Quali sono le risorse messe in campo dagli organismi di terzo settore di fronte alla crisi economica?
Come Terzo settore possiamo investire su due forze: il volontariato, per l’aiuto e l’attenzione che dà alle persone in stato di disagio, e la sussidiarietà, che va costruita insieme tra enti locali, realtà di terzo settore e cittadini singoli. Un discorso particolare riguarda il tema della partecipazione.

Ossia?
Tutte le realtà di Terzo settore, indipendentemente dalla loro natura giuridica e dall’assetto organizzativo, si basano sulla partecipazione delle persone alla vita associativa. In un’organizzazione di volontariato sono i volontari a proporre iniziative, mettendo tempo e competenze a disposizione degli altri. Nell’associazionismo avviene la stessa cosa. Nella cooperazione sociale, che è la parte più strutturata del Terzo settore fondata sul lavoro, la partecipazione rende le persone protagoniste. Proprio dalla persona intesa come risorsa dovremo ripartire. Il nostro compito, come associazioni e cooperative sociali, è coinvolgere le persone in stato di disagio in un percorso di crescita e di sviluppo, mirato anche a ribaltare l’immaginario collettivo senza speranza costruito sui più poveri in una visione di potenziale risorsa.

Recentemente hai partecipato all’incontro di presentazione del Rapporto nazionale 2009 su povertà ed esclusione sociale di Caritas e Fondazione “E. Zancan”, che titola “Famiglie in salita”. Qual è l’utilità di questa ricerca?
Credo che le ricerche sociali, come il Rapporto 2009 di Caritas e Fondazione E. Zancan , siano una bussola importante che consente, in particolare a chi opera a contatto quotidiano con le persone, di orientarsi di fronte ai rapidi cambiamenti della nostra società, cogliendone le realtà più peculiari.

Quindi è importante agire anche sulla dimensione culturale della povertà...
Sì. Faccio un esempio: le famiglie con figli a carico sono state citate nel Rapporto 2009 come la rappresentazione maggiore di questa crisi e del conseguente rischio povertà. I dati statistici dicono che ci sono molti bambini che vivono all’interno di famiglie povere. Sono dati che riflettono una realtà sconfortante, dove le famiglie fanno fatica a uscire dalla povertà. Ai dati sulla situazione attuale è importante però affiancare una riflessione sulle conseguenze future di certe realtà. I bambini che nascono in famiglie povere avranno meno possibilità di cambiare la loro situazione crescendo perché, di fatto, troveranno meno opportunità rispetto ad altri. Per questo motivo bisogna sostenere queste famiglie oggi, per aumentare il benessere comune della società di domani.

Qual è la priorità strategica del Terzo settore di fronte a povertà e crisi economica?
Il lavoro sociale di rete, che si basa su una volontà politica forte di intervenire sulle situazioni di disagio sociale. Anche se il Terzo settore è allenato a combattere battaglie non facili su tanti campi, non si può più pensare di procedere singolarmente slegati gli uni dagli altri. Fare rete significa rapportarsi con gli enti pubblici e rafforzare la partecipazione e la rappresentanza, sapendo che il cammino sarà comunque difficile, vista la situazione odierna.

Per informazioni e adesioni al Forum
Segreteria Forum Terzo Settore Ferrara, c/o CSV Agire Sociale di Ferrara
segreteriaforum@csvferrara.it, tel. 0532/20.56.88 (referente Tommaso Gradi)

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