"Il Forum deve dare inizio a una nuova fase di responsabilità". Presentato a Bologna il Libro Verde del Terzo Settore

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Avviare un dibattito, ampio e partecipato, per definire le nuove strategie del terzo settore in questa fase caratterizzata da problematiche e sfide inedite. E’ quanto si propone il "Libro Verde del Terzo Settore", documento redatto dal Forum Nazionale e presentato a Bologna, nel convegno "Le sfide dell’Italia che investe sul futuro", promosso dal Forum Terzo Settore Emilia Romagna con l’obiettivo di intraprendere, anche a livello locale, un confronto su questi temi, partendo proprio dal grande patrimonio di esperienza e sperimentazione della nostra regione.

Il convegno ha visto infatti la partecipazione, accanto a Paola Menetti del Forum Terzo Settore Nazionale e al Portavoce del Forum Regionale Giovanni Melli, dell’Assessore Regionale alle Politiche Sociali con delega al Terzo Settore, Teresa Marzocchi, del neoeletto Presidente di ANCI Emilia Romagna, Daniele Manca e del Segretario Generale di Unioncamere, Ugo Girardi. Che hanno avuto modo di confrontarsi con i tanti ospiti presenti in sala, appartenenti al mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione sociale, ma anche dei sindacati, delle Istituzioni locali e alle tante realtà del territorio.

Nato in risposta al "Libro bianco del welfare", presentato già lo scorso anno dal ministro Sacconi, in cui si invita ad avviare una "fase costituente del terzo settore italiano", il Libro Verde si propone di tenere aperto un confronto politico e far sì  – ha spiegato Paola Menetti - "che il Forum Terzo Settore stesso sia protagonista di questa nuova stagione fin dall’inizio e giochi in prima persona questa partita, perché non siano altri a scrivere l’agenda del futuro di un soggetto che, sempre più, è chiamato ad assumere una propria autonoma politicità." Questa fase di elaborazione di spunti, e riflessioni si è andata poi a incrociare con un contesto di cambiamento sociale ed economico, che pone inevitabilmente il terzo settore (e non solo) dinnanzi a nuove sfide e priorità, che, per essere affrontate al meglio, necessitano di un confronto, interno ed esterno, il più possibile partecipato.
"In questa fase di grave crisi il terzo settore non può rimanere solo un soggetto che risponde alle emergenze – ha affermato l’Assessore Marzocchi – ma deve confrontarsi a tutto campo su come si esce da questa situazione cercando nuove modalità di sviluppo". "Dobbiamo tirarci su le maniche – prosegue l’Assessore – e lavorare insieme sugli strumenti messi in piedi in questa regione affinché possano divenire veri strumenti di partecipazione per la programmazione e per la vera sussidiarietà che noi ci aspettiamo di fare insieme al terzo settore."
In una realtà come l’Emilia Romagna, dove il welfare è uno dei più avanzati, questo percorso di partecipazione non può che essere fatto rivedendo e, se necessario, mettendo in discussione quanto fatto fino ad ora. "I cambiamenti in atto sono cambiamenti strutturali. – ha affermato infatti Daniele Manca – Per questo è necessario procedere a forme nuove di integrazione e partecipazione necessarie per affrontarli. In questa fase di declino culturale del paese che si innesta su segnali di conflitto, disagio sociale e indebolimento dei legami è necessario che il terzo settore recuperi dal basso i valori della comunità."

Riportare al centro la persona quindi, sviluppando ancora di più un modello di economia sociale e civile, che miri al benessere collettivo e mobiliti competenze e risorse proprie dei cittadini, delle famiglie, della comunità: "E’ importante avviare una discussione con il terzo settore sui futuri sviluppi della realtà civile, economica e sociale dell’Emilia Romagna  - ha sottolineato il Segretario Generale di Unioncamere Ugo Girardi - ed inaugurare una nuova stagione di riforme per costruire un modello di sviluppo che mantenga il valore delle persone".

Da qui la necessità che il terzo settore  si "guardi in faccia" e apra una nuova stagione di confronto e di responsabilizzazione. "Oggi più che mai è necessario che il terzo settore cambi passo, non solo per la crisi, ma perché è terminata la fase di nascita e sviluppo del Forum e  deve avere inizio una fase di responsabilità. – ha affermato il Portavoce del Forum Terzo Settore Emilia Romagna, Giovanni Melli, nell’intervento conclusivo – Dinnanzi allo sgretolarsi dei legami sociali abbiamo bisogno anche noi di fare dei passi di responsabilità maggiore: dobbiamo provare a costruire quel 'senso comune di insieme', costruire un Forum in grado di rappresentarsi come interlocutore sociale e politico".
Si tratta di un processo, naturalmente, di una strada che va percorsa e costruita passo dopo passo. "Se oggi vogliamo rappresentare dobbiamo avere la capacità di discutere al nostro interno e costruire un percorso condiviso, difendendo e innovando il welfare di questa regione attraverso la capacità di dare risposte nuove, di innovare rispetto ai nuovi bisogni e alle nuove sfide che tutti siamo chiamati ad affrontare."

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