Il Rapporto 2009, frutto del “Gruppo provinciale disabilità”, delinea un quadro fra luci e ombre, dati contrastanti che segnalano avanzamenti positivi in alcuni ambiti, ma danno contemporaneamente conto, in altri settori, di pericolose inversioni di tendenza. Nel 2009 il numero degli iscritti al collocamento obbligatorio è pari al 1.821, in aumento del 40% rispetto al 2008, ma il numero degli avviamenti (400 di cui la metà interessa le donne) ha subito un drammatico calo del 30%. Effetti della crisi che non fanno notizia sulle prime pagine dei quotidiani?
Scuola
Nelle scuole secondarie gli studenti certificati sono 672 (di cui 37% di genere femminile). Sono quasi tutti concentrati in istituti a gestione statale (653) e ad indirizzo professionale, anche se l’analisi degli andamenti degli ultimi 8 anni vede i licei passare dal 15, 18% al 17,41%, i tecnici dal 14,85% al 26,19%. Tra gli istituti con una maggiore presenza di disabili troviamo l’istituto professionale “Aldovrandi Rubbiani”, l’istituto “Manfredi-Tanari” e, in primis, il “Serpieri” per le sue sedi Loiano e di Sasso Marconi. Dati che evidenziano la consolidata esperienza di questi istituti nell’individuare percorsi formativi ed attività, curriculari ed extra-curriculari, efficaci, forti delle loro caratteristiche professionalizzanti. Da segnalare 4 situazioni in cui l’incidenza dei ragazzi con disabilità è alta, toccando un valore medio uguale o superiore a 3 allievi per classe.
Lavoro e formazione professionale
Il numero degli iscritti al collocamento obbligatorio (ex legge 68/99) è pari a 1.821, in aumento del 40% rispetto al 2008. Il numero degli avviamenti (400 di cui la metà interessa le donne) è in calo di oltre il 30%. L’incremento di situazioni di crisi aziendale ha determinato una sostanziale riduzione dell’offerta di lavoro, un sentimento di sfiducia che fa da barriera all’inserimento lavorativo delle persone disabili.
Nel 2009 sono 166 gli adulti con disabilità che hanno frequentato i percorsi formativi provinciali, nella maggioranza dei casi maschi, italiani e con la licenza media inferiore (o assolvimento dell’obbligo scolastico).
Politiche sociale e accessibilità
Sul territorio di Bologna sono stati strutturati, a livello distrettuale, sette Piani di zona per la salute e il benessere sociale. Ogni Piano Attuativo 2009 presenta al suo interno un’area target dedicata al tema della disabilità. Progetti orientati al sostegno economico – assegni di cura, erogati con attenzione alle condizioni di gravità dei disabili, contributi per la mobilità e l’indipendenza in ambiente domestico – sono stati implementati in tutto il territorio. Contemporaneamente si è consolidata la sperimentazione di soluzioni per consentire la vita indipendente dei disabili adulti, legati al progetto “Dopo di Noi”.
Progetti legati al tempo libero, dai laboratori musicali, sportivi e teatrali alla pet-terapy, fino ad includere soggiorni estivi, hanno preso piede negli ultimi anni. Momenti pensati sia per l’autonomia dei disabili più giovani, sia per ridurre i rischi involutivi e l’aggravamento della loro condizione, legati all’esclusione sociale. Da segnalare anche il progetto CAAD, Centro provinciale per l’adattamento dell’ambiente domestico.
La provincia di Bologna si è mossa anche sul fronte dell’accessibilità, promuovendo un servizio di SMS per non udenti, il cui numero 335/135.97.53 è sempre attivo. Presso l’URP è aperto da alcuni anni lo sportello C.i.a.o– cultura informazioni ausilio orientamento - gestito da volontari, vedenti e non vedenti, e dedicato a rispondere alle esigenze d’informazione di coloro che hanno ridotte capacità visive. Il servizio oltre a garantire un’informazione aggiornata e completa, promuove l’accesso alle nuove tecnologie ed ai sistemi di informazione e comunicazione, internet in testa.
Infine, il sito tematico Disabilità (www.provincia.bologna.it/disabili), online dall’inizio del 2009, nato per facilitare la relazione con le istituzioni. Di facile consultazione ed esaustivo, ha registrato alla fine dell’anno più di 14.000 visite.