Parlare di disabilità e dare risposte efficaci non è facile. La provincia di Bologna ha tentato di farlo, presentando in un Consiglio straordinario, allargato alle associazioni e aperto ai cittadini, il “Rapporto sui servizi della Provincia di Bologna – anno 2009”. Il Rapporto, giunto all’ottava edizione, fotografa la situazione attuale e rilegge le competenze messe in campo alla luce della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, uno sguardo retrospettivo che vuole monitorare gli interventi effettuati, tenendo ben presente l’obiettivo di una piena attuazione di quanto dichiarato in quel testo. La Provincia di Bologna, primo fra gli enti locali in Italia, aderì ai principi della Convenzione nel 2007, in occasione della “Giornata Provinciale dei diritti delle persone con disabilità”, in anticipo sullo Stato italiano, che la sottoscrisse solo nell’aprile del 2009. La convenzione, nelle parole dell’assessore di Bologna Giuliano Barigazzi è “il riferimento per ognuna delle attività, dei progetti o dei servizi descritti nel Rapporto”.
Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia, sottolinea come “la trasparenza e l’impegno siano fondamentali in un campo come quello della disabilità”. Nel Rapporto, per ogni ambito d’intervento, viene richiamato il Programma di mandato politico 2009-2014 “Capaci di futuro insieme”; si risponde così all’impegno indicato nell’articolo 4 della Convenzione, che prevede che si tenga conto, “in tutte le politiche e in tutti i programmi, della promozione dei diritti umani delle persone con disabilità”. La Provincia ha scelto di non avere un Servizio dedicato alla disabilità: i progetti e i servizi dedicati ai disabili, quindi, non nascono separati, ma fanno parte della programmazione complessiva di un determinato Settore. Quando si progetta una nuova attività ci si fa carico di rispondere a tutti i cittadini senza dover prevedere interventi a parte o di adeguamento successivo.
Dal Rapporto emerge che nel 2009 la Provincia di Bologna ha investito oltre 3 milioni di euro in interventi per l’inclusione delle persone con disabilità. Cifra sottostimata perché non comprende né gli interventi che riguardano budget più ampi da cui non è possibile scorporare la spesa relativa alla disabilità - come nei progetti di qualificazione scolastica finanziati sulla Legge Regionale 26/2001 – né i costi del personale. I finanziamenti sono stati ripartiti nei diversi ambiti: socio-educativo e formativo (1.420.885) lavorativo (1.191.312) dell’accessibilità (153.120) culturale e del tempo libero (248.744).
Secondo la Draghetti, proseguire verso una piena inclusione e la cittadinanza attiva dei disabili, ora come in passato, è “un obiettivo imprescindibile; la crisi economica e i tagli non possono mettere in discussione i diritti fondamentali all’uguaglianza sanciti nella Convenzione ONU e nelle leggi attuative”. Senza dubbio in Provincia si temono i tagli annunciati nella manovra correttiva alla Finanziaria, come suscitano indignazione le parole del ministro Tremonti quando afferma che “un paese con 2.700.000 invalidi non è un paese competitivo”. Senza voler entrare nella battaglia delle cifre e rispolverare il nodo dei falsi invalidi, la Presidente di Provincia ci ricorda le parole di Franco Bomprezzi, giornalista che si fa carico delle voci delle associazioni che giudica “grave il danno politico e morale inferto da queste parole all’immagine dei disabili, si insinua un ingiusto e vergognoso pregiudizio, lontano dalla realtà e dalla storia di questo paese”. L’associazione disabilità – improduttività oltre che offensiva non corrisponde alla realtà, un triste segno dell’involuzione culturale che sta attraversando il paese. Se le parole del ministro suscitano indignazione non sono da meno i tagli, nell’articolo 10 della Finanziaria si prevede un innalzamento dal 74% al 85% del tasso di invalidità per aver diritto all’assegno mensile, sostegno che peraltro non supera i 256 euro.
Già nel febbraio del 2009, accogliendo un’esigenza espressa da alcune associazioni della Consulta, la Provincia aveva organizzato un momento di riflessione sui cambiamenti normativi in atto nel sistema scolastico e la loro eventuale ripercussione sull’integrazione degli alunni, intitolato “Quale qualità dell’inclusione nelle nuove politiche del governo? Seminario sulla riforma scolastica in atto”. La Draghetti, ora come in quell’occasione, fa suo il motto di Don Milani, “I care”, e auspica una presa di coscienza sociale e interventi che, invertendo la rotta presa a livello nazionale, traducano sempre più in buone pratiche gli appelli all’inclusione e alla partecipazione.
I servizi della Provincia di Bologna per le persone con disabilità - Rapporto 2009