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L'educazione tra pari: la proposta dello Spazio Giovani

Lo Spazio Giovani, che ha sede presso il Poliambulatorio Roncati di Bologna, è uno spazio dedicato interamente ai giovani dai 14 ai 20 anni, in cui una serie di operatori (dall’assistente sanitario, alla ginecologa, alla psicologo, al dietista) sono a disposizione dei giovani per ascoltare le loro richieste e necessità. I ragazzi possono rivolgersi a questo spazio per chiedere informazioni o aiuto su questioni che riguardano la propria salute fisica e psicologica, la propria sessualità, le malattie trasmissibili sessualmente e sostanze quali alcool e droga.

Cristina Albertazzi è una delle operatrici dello Spazio Giovani e ci ha parlato di quelli che sono i comportamenti più frequenti che i giovani adottano in relazione ai rischi connessi all’AIDS e del loro grado d’informazione su questa malattia, nonché degli strumenti che lo Spazio Giovani mette in campo per informarli ed aiutarli ad adottare comportamenti corretti e responsabili.

Quali sono le iniziative e le attività che lo Spazio Giovani organizza per favorire la conoscenza e la prevenzione tra i giovani di problematiche quali quella dell’AIDS?
Organizziamo delle iniziative specifiche sull’AIDS e sulle malattie trasmissibili sessualmente (MTS) e iniziative di presentazione dello Spazio Giovani, all’interno delle quali comunque questi temi vengono trattati. Tutte le classi seconde degli istituti superiori di Bologna e tutte le prime classi dei corsi di formazione professionale vengono qui una volta durante l’anno e in questa occasione presentiamo loro lo Spazio Giovani e le attività che promuoviamo. Lo scopo principale di questi incontri è che i ragazzi sappiano dell’esistenza di questo posto e al momento del bisogno, quando necessitano di informazioni, tornino allo Spazio Giovani. Le tematiche trattate in queste occasioni sono libere, ma quasi sempre la tematica scelta dai ragazzi è quella relativa alle sostanze (alcool, droghe) oppure tematiche legate alla sessualità. Nella quasi totalità dei casi, quindi, durante questi incontri, l’argomento del preservativo e del suo uso corretto e quello delle MTS, tra cui l’AIDS, viene toccato, anche se non è l’argomento principale o non è stato da noi precedentemente predisposto un intervento mirato.
Poi organizziamo ogni anno progetti mirati, relativi alla sessualità ed alle MTS, indirizzati agli istituti superiori, in particolare alle classi terze. La proposta di aderire a questi progetti viene fatta a tutti gli istituti, alcuni aderiscono, altri no. Sono progetti basati sull’educazione tra pari: sono i ragazzi stessi che, dopo essere stati formati, svolgono degli interventi formativi tra i loro coetanei. Questo permette di superare il gap generazionale tra adulti e ragazzi e favorisce la credibilità del messaggio che si vuol trasmettere, che è ciò su cui noi puntiamo principalmente. Il progetto funziona in questo modo: per ognuna delle classi degli istituti che aderiscono al progetto, due allievi partecipano a due incontri di formazione qui allo Spazio Giovani, durante i quali mostriamo loro video, filmati, quasi sempre, purtroppo, stranieri. Insomma, cerchiamo di proporre ai ragazzi degli stimoli di riflessione, e durante il secondo e ultimo incontro organizziamo una sorta di laboratorio per mostrare loro come poter tradurre nel loro ambito scolastico, ai propri compagni, le informazioni acquisite. Con questa metodologia gli insegnati restano fuori dalla discussione dei contenuti: collaborano con noi, danno il proprio supporto organizzativo, mettono a disposizione le proprie ore di lezione, ma non intervengono direttamente. Infatti in questi progetti si scommette anche sull’imprenditorialità sociale dei ragazzi. Anche noi dello Spazio Giovani, una volta finita la formazione, ci mettiamo da parte, pur rimanendo a loro disposizione per offrire ulteriori informazioni, chiarimenti, dare del materiale, ecc. Sono loro dunque i protagonisti del progetto, decidono loro cosa fare e come farlo. Poi alla fine dell’anno scolastico li convochiamo per sapere come è andato il loro intervento in classe e fare una sorta di valutazione finale del progetto.

Oltre alle iniziative che organizzate per e nelle scuole, ve ne sono altre che organizzate in contesti extrascolastici? 
Si, certo, realizziamo interventi anche in contesti extrascolastici. Anche questi ultimi quasi sempre sono progetti multitematici. Ci vengono in genere richiesti dai gruppi socio-educativi del territorio o da comunità di accoglienza per minori, anche minori stranieri non accompagnati. A volte sono gli educatori insieme ai ragazzi a venire allo Spazio Giovani, altre volte siamo noi ad andare da loro. Spesso una delle tematiche che ci chiedono di affrontare è quella dell’AIDS e delle MTS.
E’ in questi ambiti che generalmente s’incontrano i soggetti più a rischio, poiché si tratta di ragazzi che hanno alle spalle storie e situazioni di vita difficili. Questi ragazzi spesso assumono comportamenti scorretti da più punti di vista: il consumo di alcool o di altre sostanze e l’assunzione di comportamenti sessuali promiscui nonché la mancanza di prevenzione sono tra loro abbastanza diffusi. Per questo spesso facciamo degli interventi di informazione congiunti su sessualità, prevenzione e MTS, sostanze, cercando di legare tutti questi aspetti. Anche le persone molto fragili dal punto di vista psicologico, che hanno magari alle spalle delle storie molto complicate, hanno serie difficoltà a gestire correttamente il proprio corpo dal punto di vista sessuale. In questi casi esistono anche fattori trasversali che influiscono sulla presa di coscienza della necessità di prendere precauzioni.  

Qual è, in base alla vostra esperienza, il grado di conoscenza e consapevolezza che hanno i giovani rispetto al problema dell’AIDS?
Ci sono stati in passato dei periodi in cui l’attenzione verso l’AIDS e le MTS era molto alta e il contesto sociale era molto più attento, per esempio, se ne parlava molto di più sui giornali. Questa fase è terminata. Nel clima sociale e culturale di oggi c’è molta meno attenzione rispetto al problema. Non riusciamo a dare una spiegazione precisa del perché questo sia accaduto.
Forse è dipeso dal fatto che il contagio esponenziale che ci si aspettava tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 non c’è stato. Inoltre il tasso di mortalità nonché la velocità di evoluzione della malattia allora erano veramente drammatiche. L’aspettativa di vita e la qualità della vita di coloro che oggi contraggono il virus erano allora impensabili. Questo è uno dei fattori che probabilmente hanno contribuito a far allentare la tensione rispetto al passato. Un altro motivo potrebbe essere il fatto che siano subentrate altre emergenze sociali.
L’assenza di attenzione sociale e di un clima culturale favorevole chiaramente non ci aiuta nel nostro lavoro, poiché non abbiamo interlocutori che ci sostengano e coadiuvino.
Infatti è anche a causa di questa assenza se i ragazzi che si rivolgono allo Spazio Giovani conoscono veramente molto poco questo problema. A volte noi stessi rimaniamo stupiti di questa disinformazione: dell’AIDS conoscono il nome, ma non sanno perfettamente come viene trasmesso. Oppure credono a leggende metropolitane che li sviano da un’informazione corretta. Questo è ciò che notiamo. C’è quindi la necessità di precisare loro molte cose, perché le poche informazioni che hanno spesso sono confuse e scorrette.
Le famiglie poi difficilmente contribuiscono ad informare i propri figli rispetto a queste tematiche. In alcune famiglie per i ragazzi è molto facile parlarne ma in altre è pressoché impossibile. In questo secondo caso, non solo è difficile parlare di AIDS ma anche di sessualità, di sostanze stupefacenti e di altre tematiche come queste molto delicate. I ragazzi quindi non sempre hanno come interlocutore principale la propria famiglia. A volte trovano più facilmente un confidente in un fratello maggiore.

Quali sono i comportamenti scorretti che generalmente adottano i giovani rispetto ai rischi connessi all’AIDS? E qual è l’incidenza dell’AIDS sui giovani?
Notiamo tra coloro che si rivolgono a noi moltissimi comportamenti scorretti. Spesso vengono ragazze a chiederci la pillola del giorno dopo. Questo significa che durante il rapporto sessuale non sono state prese precauzioni oppure che il preservativo non è stato usato o conservato correttamente. Molti ragazzi preferiscono non usare il preservativo, pur essendo informati sui rischi che questo può comportare. Ritengo quindi che i giovani sottovalutino molto il problema.
Per quanto riguarda l’incidenza della malattia sui giovani, abbiamo avuto un paio di situazioni di ragazzi sieropositivi, ma che sono nati tali. Sono i figli della generazione che tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 aveva contratto il virus. La richiesta di aiuto in questo caso è stata di tipo psicologico. Per fortuna non abbiamo avuto casi di contagi diretti tra i nostri utenti.

I dati dello Spazio Giovani

Per informazioni:
Spazio Giovani
Via Sant’Isaia 94/a scala A, 3° piano
Tel. 051/659.72.17
Dal lun. al ven. dalle 14 alle 18

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