
“Disabilitare la Disabilità”
Da tempo mi sto interessando di problemi legati alla disabilità e come sempre non mi stupisco di proteste, perlatro molto garbate, di abitanti di PIANORO (BO) che non possono vivere e muoversi come tutti gli altri a causa di problemi legati alla deambulazione. Sono decine sul nostro territorio, ma non li vediamo facilmente perché faticano ad avere una vita sociale come tutti.
Stefano conclude la sua lettera su L’IDEA scusandosi di “rompere le scatole”, ma noi riteniamo che sul problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche presenti in una comunità, come il nostro paese, non si rompano mai abbastanza queste scatole che paiono di acciaio. La disabilità è un argomento poco toccato, in generale.
Si parla spesso di malattie invalidanti che limitano in maniera pesante lo svolgimento delle più normali mansioni quotidiane, della difficoltà di rendere la città a misura di disabile, dell’aiuto che le associazioni pubbliche e private dovrebbero fornire e non arrivano a farlo, ma la conversazione resta sempre su un piano teorico e, di solito, non ci si rende conto che il comportamento di ciascuno, in prima persona, può essere limitante nei confronti di chi, di limiti, ne ha già purtroppo tanti e non per esserselo scelto.
A parte questa coscienza civile che deve ancora notevolmente migliorare ci troviamo di fronte a problemi oggettivamente gravi per una persona disabile e non rimandabili neppure di 5 minuti; pensiamo che una amministrazione comunale debba affrontare il problema rapidamente e non rimandare a tempi successivi.
Bisogna mettere in condizione chi non deambula di muoversi agevolmente all’interno della propria abitazione, di uscire senza difficoltà dall’edificio dove abita, di andare ovunque senza inciampi o intoppi, senza essere costretto a muoversi lungo la strada perché i marciapiedi non sono affrontabili, di avere un mezzo adattato ad accoglierlo se è in grado di guidare o strutturare servizi specifici di accompagnamento, fino ad arrivare ai mezzi pubblici adattati a farlo salire nell’abitacolo. Alcune azioni possono essere intraprese autonomamente dalla persona, ma la maggior parte, come si capisce chiaramente, sono a carico di chi ha la responsabilità della gestione di un Comune.
Noi abbiamo proposto che si cominci subito a fare una mappatura del territoro, utilizzando, perché no, questi cittadini che conoscono bene le insidie della mobilità, verificare la fruibilità dei parcheggi riservati, stabilire quello che è di competenza comunale, ma facilitare anche i privati ed invogliarli a ridurre le barriere che esistono sulle loro proprietà, ecc…
Il nostro gruppo seguirà lo sviluppo di queste situazioni in modo particolarmente attento e si farà carico di recepire altri disservizi con una logica molto semplice: la persona disabile può e deve vivere come il resto della cittadinanza. –Daniela Mignogna-UN'IDEA IN COMUNE-
Commenti
disabilitare la disabilità
DANIELA MIGNOGNA
Non è una proposta indecente..... E' una proposta da mettere in pratica e lo faremo. Io ci provedrò-
Disabilitare la disabilità
Ho dimenticato di firmare, scusate:
Stefano Franci
Disabilitare la disabilità
Noi disabili, o diversamente abili, come dir si voglia, abbiamo una grande fortuna, così almeno io la ritengo, e cioè aver vissuto il mondo "prima" e il mondo "poi". Nel mondo "poi" mi sono accorto (obbligatoriamente) che molte cose ci sono impedite e per far si che queste siano anche a nostro servizio occorrerebbe fare ben poco, molto ben poco e nulla da inventare. Solo mettere in pratica ciò che già c'è. Chiedere cortesemente l'applicazione di alcuni strumenti o variare con pochi euro un ostacolo che a un diversamente abile pare insormontabile, non credo mandi una Amministrazione Comunale (se di essa si tratta) o un condomino (per l'accesso a punti vendita, dentista e quant'altro) in fallimento. Ma questo non si fa e ce ne rendiamo conto. Ripropongo, come peraltro già fatto, ad una perlustrazione attenta e puntigliosa di tutto paese di Pianoro per verificare, con una mappa cittadina, le parti accessibili, quelle non accessibili, quelle miste (dove occorre essere rambo per valicare taluni impedimenti). Su tale mappa poi definirne i punti di accesso con simbologia da inventare e proporre questo ad altri comuni per avere una mappatura del territorio sempre ben aggiornata e mettere in grado l'Amministrazione Comunale di quel paese ad aggiornarsi, pena la derisione se tali mappe fossero portate a conoscenza dell'intero mondo: normale e diversamente abile. Proposta indecente?