Nasce la Rete Together: uno spazio giovane e interculturale delle seconde generazioni

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E' nata la Rete Together, la rete giovanile e interculturale dell'Emilia Romagna che coinvolge in primis le province Reggio Emilia, Imola, Bologna, Forlì, Rimini e il comune di Sassuolo, territori che hanno visto mutare fortemente la loro popolazione negli ultimi anni, ridefinire il profilo dei loro abitanti, migranti dagli occhi a mandorla o dalla pelle scura, cittadini del mondo o ragazzi di seconda generazione che hanno l'Italia come unica patria. Rete Togher è uno spazio virtuale che vuole incidere sul quotidiano reale, parlare di diritti e di cittadinanza, termine con cui includere e non escludere, ora che ci riscopriamo cittadini del mondo.

Il sito è promosso da una rete di associazioni di seconda generazione, dai tanti giovani che nati in Italia vivono con forza l'appartenenza al nostro territorio, italiani al cento per cento anche se non cancellano le loro radici e costruiscono così le loro identità contemporanee: giovani, aperte, plurali. Diventono allora il punto di riferimento per confrontarsi con il tema dell'interculturalità, loro che non fanno delle identità delle monadi o delle essenze pure, ma le vivono giorno per giorno, a scuola, in famiglia, nei luoghi dello svago insieme ai giovani italiani.

Sul sito si affollano le notizie, legate al territorio, da Bologna a Reggio Emilia: segnalazioni di eventi, progetti interculturali che prendono piede nei rispettivi comuni, microrealtà in cui si dà voce a questi ragazzi, italiani e stranieri che diventano protagonisti: dal Festival interculturale di Imola alla presenza in Salaborsa dell'associazione.

Molte le storie di chi si racconta in prima persona, come Aziz costretto a interrogarsi sugli ingranaggi della macchina burocratica italiana, che lo costringe a "fare la fila sotto la pioggia o sotto il sole per ottenere il permesso di soggiorno", un documento che gli permetta di vivere dove è nato e cresciuto. Un dramma come altri che si possono leggere sul portale, episodi di discriminazione che non passano sui media ma si consumano ancora troppo spesso nell'indifferenza quotidiana. 

Sconfitte a cui si affiancano le storie positive, dei molti che vogliono decostruire l'immagine che li vede carenti, geneticamente affetti da una mancanza nei confronti dell'Italia. Ragazzi che si sentono giovani in una società giovane, con gli strumenti, i valori e la voglia di fare per mettersi in gioco ed affrontare le sfide. E in questo i contesti nuovi caratterizzati da un rapido cambiamento come i social network sono centrali: una realtà in cui, come si dice in un post, la libertà di espressione e le capacità degli stessi giovani "stranieri" sono riconosciute positivamente.

Un portale in cui di nuove generazioni si parla a tutto tondo, dalle difficoltà alle risorse, e soprattutto un luogo in cui sono le loro voci a essere protagoniste, a raccontare delle loro esperienze e percezioni, a rovesciare il linguaggio dominante che fa dell'immigrazione solo un oggetto del discorso altrui. Fra gli articoli pubblicati si legge di chi "vorrebbe esprimere un voto" o di chi plaude ai nuovi media e alle "città meticce" dei "cervelli in rete". Molti i video, le storie, gli spunti per un confronto, uno scambio, un dibattito che attraverso il digitale passa da utente a utente, da Facebook a Fickr per mandare un unico messaggio contro le discriminazioni.

Per saperne di più:
www.retetogether.it/