Psicoradio e le associazioni di salute mentale contro le proposte di modifica della Legge Basaglia

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La legge 180 - meglio conosciuta con il nome del suo promotore, lo psichiatra Franco Basaglia - non si cambia. Va applicata, e non sempre questo accade nei sistemi sanitari delle varie regioni italiane, ma non può essere stravolto il suo significato. E' questa la posizione dei vari redattori, collaboratori e sostenitori di Psicoradio - la radio bolognese realizzata da pazienti con disagio psichico - di fronte ai progetti di legge in discussione alla Commissione Affari Sociali della Camera.

Si tratta in particolare di sette disegni di legge che probabilmente - spiegano i redattori – “confluiranno in un solo testo da sottoporre all'approvazione della Camera". Tra le varie proposte contestate dalla redazione e dalle 170 associazioni di familiari e utenti dei servizi psichiatrici che hanno aderito al grido d'allarme lanciato da Psicoradio, l'introduzione del TSOP - Trattamento Sanitario Obbligatorio Prolungato, che permetterebbe (di nuovo) di rinchiudere, in strutture non ben identificate, le persone che rifiutano le cure per 6 mesi, rinnovabili. Stessa sorte toccherebbe al TSO - Trattamento Sanitario Obbligatorio per il quale è previsto un allungamento dei tempi dai 7 attuali ai 30 giorni, rinnovabili.

Nel silenzio generale dei media, i muri dell'internamento sembrano lentamente rialzarsi, con una novità che apre scenari preoccupanti sugli interessi economici che la proposta avanzata dalla maggioranza di centrodestra lascia trapelare: nel progetto di legge, infatti, il TSO e il TSOP potranno essere effettuati anche in istituti privati che - sottolinea Grazia Giannichedda, presidente della Fondazione Franco Basaglia - hanno tutto l'interesse a prolungare la permanenza del paziente nelle loro strutture".

"Io dubito di uno Stato che costringe. - commenta una redattrice di Psicoradio - Credo invece in uno Stato che lavora per integrare tutte le diversità, folli e cosiddetti normali, o per meglio dire portatori sani di follia”. Un lavoro di cura che implica l’istaurarsi di una relazione tra medico e paziente.
La cosa importante per i malati è essere considerati come persone prima ancora che come pazienti, avere la possibilità di comunicare, dialogare senza sentirsi prigioniero – spiega Gianfranca Romagnoli dell’associazione di familiari Aitsam – Ma tutto questo rischia di scomparire se i pazienti saranno costretti a rimanere per un periodo così prolungato in una struttura  che assomiglia così tanto a un nuovo manicomio”. Dello stesso parere è lo psichiatra Filippo Renda, membro e fondatore di Arte e Salute Onlus:  “La legge Basaglia prevede una cosa importante: l’obiettivo del Tso non è guarire una persona ma ottenere il suo consenso alla cura. E lo strumento per raggiungere quest’obiettivo è la relazione umana. Forse questa proposta di legge serve a rispondere a un’insufficienza professionale da parte di molti medici che oggi sanno solo somministrare farmaci”.

I temi sollevati da Psicoradio saranno affrontati il prossimo 27 maggio a Roma dove si terrà la manifestazione nazionale sulla salute mentale promossa dall’Unasam - Unione nazionale delle associazioni dei famigliari e degli utenti della salute mentale, che sarà trasmessa in diretta proprio da Psicoradio, radio ufficiale dell’evento.

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