Venerdì 7 maggio è uscito nelle sale “Draquila – L’Italia che trema”, quarta pellicola da regista di Sabina Guzzanti, con la peculiarità della scelta del titolo da parte degli utenti del blog dell’attrice/regista. Si tratta di un documentario di denuncia in cui la nota attrice comica non si mette al centro di ciò che vuole raccontare, ma si defila facendo parlare i fatti come un’indagine alla Michael Moore, con innumerevoli interviste sul terremoto all’Aquila e la gestione dell’emergenza.
Cinque anni dopo “Viva Zapatero” e tre da “Le ragioni dell’aragosta”, la Guzzanti abbandona la satira politica per votarsi al giornalismo d’inchiesta e, come lei stessa afferma, invita gli spettatori a non restare solo a guardare, ma a battersi per il cambiamento: “il diritto di espressione è il cemento della democrazia; l’Italia trema e si sgretola lentamente per i privilegi di pochi, per l’appropriazione indebita dei fondi pubblici, per la corruzione, per le caste, per i servizi negati ai cittadini e per la speculazione edilizia”.
Il film ci mostra infatti come sulla tragedia aquilana la fa da padrone la Protezione Civile di Guido Bertolaso che, favorita dall’appoggio del Presidente del Consiglio, in questa occasione ha avuto in mano poteri senza precedenti. La pellicola si basa principalmente sui contenuti, che lasciano lo spettatore praticamente allibito di fronte a chi ha trasformato una catastrofe in un super affare edilizio per ottenere consensi e profitti.
Va dato atto inoltre alla Guzzanti di aver dato la possibilità a tanti terremotati di esprimere la propria opinione, sia a quelli favorevoli agli interventi di Berlusconi, che a quelli che sfilavano con striscioni contenenti pesanti proteste nei confronti dello stesso e delle sue istituzioni.
Berlusconi, a partire dal 7 aprile 2009, giorno successivo alla tragedia che ha piegato l’Abruzzo, ha voluto elevarsi a paladino dell’ ”evento”, al fine di riguadagnare quel consenso e quella fiducia che stavano inesorabilmente crollando, quasi che questa tragedia fosse stata un utile strumento di propaganda e rilancio della sua immagine.
Non per nulla il Cavaliere sceglie di spostare il G8 dalla Maddalena (Sardegna) all’Aquila, al fine di ottenere pubblicità mediatica, infischiandosene delle centinaia di milioni di euro già investiti dallo Stato in quell'isola e delle ripercussioni negative sull’economia sarda, mettendo nel contempo a soqquadro una città martoriata ed offesa come l'Aquila.
In un'Italia in cui i politici diventano barzellettieri, i comici hanno il dovere morale e l’autorevolezza di fare politica; la Guzzanti si traveste da Premier e si reca nei campi di soccorso voluti dal Governo Berlusconi in attesa di edificare una nuova città da inaugurare il giorno del suo compleanno; città costruita a discapito della cultura, della storia e dei cittadini aquilani, fino ad arrivare a negare l’accesso al centro storico, presidiato da militari, rimandando così ristrutturazioni e restauri e disperdendo la popolazione lungo la costa. od in neo-villaggi anonimi.
Da sottolineare in ultimo che a questo film, che verrà presentato a Cannes come evento speciale fuori concorso, non presenzierà il Ministro della Cultura Sandro Bondi, che diserterà addirittura il Festival, in dissenso con la presentazione di “Draquila – L’Italia che trema” che ritiene offensivo per il popolo italiano (nota dell’ANSA – Roma).
Regia e Sceneggiatura: Sabina Guzzanti
Anno: 2010, Italia
In visione nei cinema di Bologna:
Nuovo Nosadella, via Ludovico Berti, 2/7
Tel: 051/ 52.15.50
Rialto Studio, via Rialto, 19
Tel: 051/ 22.79.26
Sito ufficiale: www.draquila-ilfilm.it