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Scatti di vita, sette racconti a Bologna ( 8 Gennaio 2010 )

  • Aria di festa - Fotografia di Paolo Odoardi

    Scatti di vita, sette racconti a Bologna - Aria di festa

    Bologna sta cambiando. La città oggi non è più quella dei biassanot, delle osterie e di una gaudente ospitalità. Il centro storico è popolato da giovani universitari sempre più schiacciati dalle logiche del mercato del divertimento, mentre il resto della popolazione invecchia progressivamente popolando la periferia dei famosi umarelles.
    La voglia di stare insieme e di far festa è irrimediabilmente perduta? Questa la domanda che mi sono posto; la risposta credo sia negativa. Il bolognese, in fondo, è uno a cui piace viver bene, mangiare fuori, bere vino, sentire musica.
    Partendo da questa convinzione sono andato alla ricerca dei luoghi e dei momenti in cui questa anima gaudente di Bologna oggi sopravvive. Mi hanno attirato, per la loro spontaneità, una miriade di piccole feste di quartiere, sagre e fiere di paese, nate sotto le bandiere politiche e religiose più diverse, ma con un solo obiettivo: stare insieme e fare festa.
    L'organizzazione dell'evento diventa un tempo e uno spazio dove si incontrano felicemente la voglia di socialità e il desiderio di mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie capacità e le proprie energie. È sempre il momento buono per festeggiare: che si tratti di gestire una cucina, di ballare, di giocare o semplicemente di sedersi a mangiare e bere.
    Ho cercato di catturare con le immagini questi momenti genuini, che sembrano quasi riportarci indietro nel tempo, per raccontare questa anima di Bologna che sopravvive e trova continuamente nuove forme per esprimersi.

    Fotografie di Paolo Odoardi

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    Ultimo aggiornamento: Gio, 14/01/2010 - 19:17

  • Hip Hop - Fotografia di Paolo Lambertini

    Scatti di vita, sette racconti a Bologna - Hip Hop

    Il reportage descrive alcuni momenti del progetto “Abitare le differenze”, frutto della collaborazione tra l’IPSIA Fioravanti, il CD LEI e il CIOFS FP Emilia Romagna.
    Grazie ai finanziamenti della Fondazione del Monte, sono state organizzate una serie di iniziative volte a contrastare la dispersione scolastica in un istituto professionale diventato negli ultimi tempi tristemente famoso per i fatti di cronaca che hanno interessato gli studenti che lo frequentano.
    Il reportage è stato effettuato mentre si svolgevano i laboratori musicali pomeridiani, durante i quali dei musicisti professionisti hanno tenuto un corso di hip hop.

    Fotografie di Paolo Lambertini

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    Ultimo aggiornamento: Gio, 14/01/2010 - 19:06

  • La giornata di Marco - Fotografia di Graziella Cremonini

    Scatti di vita, sette racconti a Bologna - La giornata di Marco

    Il mio incontro con Marco è stato quasi un colpo di fulmine; è entrato nel negozio che allora accoglieva diverse Cooperative Sociali che vendevano manufatti realizzati da ragazzi disabili e io dedicavo al negozio qualche ora come volontaria. Mi ha sorriso e allungato un borsone dicendomi con una voce decisa che dentro c'erano le bomboniere con il miele da consegnare.
    Era molto elegante, indossava un cappello di lana blu che gli donava molto e un giaccone coordinato, gli ho chiesto come si chiamava e da lì è nata un’amicizia. Come sempre, avevo nella borsetta una piccola digitale, e ho chiesto a lui e all'educatrice che lo accompagnava se potevo fargli una foto. Subito ho capito che sarebbe stato un modello ideale, ammiccava sorrisi e pose da attore. L'ho poi rivisto in negozio e non ho avuto dubbi; volevo conoscerlo più da vicino, capire come era strutturata la sua giornata. Successivamente ho scattato foto cercando di documentare il lavoro, il tempo libero e finalmente la vacanza di un ragazzo Down, Marco.
    Marco ha 48 anni ed ha frequentato la scuola elementare quando ancora esistevano le classi differenziali. Legge molto, s’interessa di politica e calcio, ascolta la musica ed è abbastanza autonomo nei suoi spostamenti, è un ragazzo solare. In casa è l'orologio a volte ad essere motivo di contrasti, perché Marco vorrebbe essere una tartarughina; infatti, un giorno mi ha detto “se scopro chi ha inventato l'orologio gliene dico due....”.

    Fotografie di Graziella Cremonini

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    Ultimo aggiornamento: Gio, 14/01/2010 - 18:57

  • Non Sei Sola - Fotografia di Vittorio Valentini

    Scatti di vita, sette racconti a Bologna - Non Sei Sola

    L’Associazione Albero di Cirene di Bologna, tra le varie attività di aiuto sociale, da alcuni anni porta avanti il progetto “Non Sei Sola” teso a creare un dialogo con le ragazze di strada, in particolare con quelle provenienti dall’Africa, in modo da poter offrire aiuto ed assistenza in casi di difficoltà o nel momento in cui maturasse la decisione di uscire dal giro della prostituzione.
    Il programma di attività è svolto da circa una trentina di giovani volontari, che si suddividono i compiti di gestione del “Gruppo Unità di Strada”, di una casa di seconda accoglienza che si chiama “Casa Magdala” e degli incontri di Formazione ed Informazione nei confronti dei cittadini.

    Nel momento in cui ho pensato a realizzare questo reportage, mi rendevo conto delle difficoltà che avrei incontrato e per questo cercavo di programmare in anticipo le foto necessarie per il mio racconto. Poi quando sono venuto in contatto con L’Albero di Cirene, ed ho seguito l’attività dei suoi volontari, ho visto situazioni e vissuto momenti ben difficilmente immaginabili a priori. Ho visto ragazze abbandonare la strada, salire sui pulmini dei volontari per andare alla Messa delle Ceneri; ho assistito al canto di gospel e preghiere recitate da giovani che si tenevano per mano in mezzo alla strada, mentre passavano le auto di potenziali clienti sbigottiti; ho partecipato alla Festa di una parrocchia che tra cibi e ritmi africani ha condiviso la gioia e l’energia di queste giovani donne, che per una sera erano “in famiglia”.
    E allora si scatta trascinati dalle emozioni e non si pensa più alla foto che deve documentare, ma si spera di realizzare delle immagini in grado di raccontare le sensazioni che stanno dentro quei frammenti di vita.

    Fotografie di Vittorio Valentini

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    Ultimo aggiornamento: Gio, 14/01/2010 - 18:45

  • Scuola “by piedi” - Fotografia di Chiara Sibona

    Scatti di vita, sette racconti a Bologna - Scuola “by piedi”

    La scuola d’italiano per stranieri, promossa della Chiesa Metodista di Via Venezian, è nata sette anni fa per iniziativa di alcuni membri della chiesa, mossi dal desiderio di creare uno spazio di comunicazione e confronto tra italiani e stranieri che permettesse agli immigrati di apprendere la lingua italiana e agli italiani di avere un incontro con le esperienze, le culture e le storie degli stranieri che giungono nel nostro paese.
    In questi anni le lezioni sono state frequentate da donne e uomini, provenienti da diversi paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina e dell’Europa dell’est, diverse per età, appartenenza religiosa, livello culturale.
    La scuola, oltre ad aiutare i destinatari nella realizzazione di migliori condizioni di vita e di lavoro, promuove il dialogo interetnico, interreligioso e intergenerazionale.
    Un aspetto peculiare è la scelta di accogliere in qualunque momento dell’anno nuovi studenti, senza avere un momento specifico e formalizzato dedicato all’iscrizione. Questa scelta, unita alla diversità delle lingue e delle provenienze e alla discontinuità delle presenze, fa sì che le lezioni siano caratterizzate dalla costruzione cooperativa e contestuale della composizione dei gruppi e delle strategie didattiche. Ne scaturisce una metodologia didattica centrata sul dialogo, sulla valorizzazione dell’imprevisto, sull’ascolto delle esigenze pratiche e relazionali.

    Fotografie di Chiara Sibona

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    Ultimo aggiornamento: Gio, 14/01/2010 - 18:19

  • Studenti fuori sede - Fotografia di Massimiliano Orlando

    Scatti di vita, sette racconti a Bologna - Studenti fuori sede

    Come cercar casa? Come muoversi? Dove vivere? Come impegnare al meglio il tempo libero? Come far ascoltare la propria voce?
    Quando si entra a far parte della "grande famiglia" degli studenti fuori sede e si sceglie un Ateneo lontano da casa sono questi gli interrogativi che insistentemente si ripropongono. Turni di pulizie, affitti, pasti fugaci, sale studio, biciclette, manifestazioni, divertimento…
    Si può anche girare il mondo ma lo stile di vita non cambia.
    Con queste foto affrontiamo un piccolo viaggio attraverso gioie e dolori della quotidianità degli studenti fuori sede a Bologna visti dall'occhio di uno di loro.

    Fotografie di Massimiliano Orlando

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    Ultimo aggiornamento: Gio, 14/01/2010 - 19:28

  • Luoghi dell'accoglienza - Fotografia di Cinzia Tavalazzi

    Scatti di vita, sette racconti a Bologna-Luoghi dell’accoglienza

    Lavoro da anni come educatrice presso la Cooperativa Sociale “Centro Accoglienza La Rupe” e mi è sembrato importante raccontare Bologna come Città che accoglie e offre opportunità di percorsi di emancipazione a persone che vivono condizioni di emarginazione, grazie alla vivace attività della rete delle cooperative sociali ed associazioni presenti nel territorio cittadino e della provincia.
    Nei luoghi che ho fotografato ho innanzi tutto incontrato persone, ho trovato situazioni di ascolto e non anonimi servizi. Le persone sono accolte con il loro bagaglio di storie e problemi: persone per le quali vale sempre la pena spendere energie anche semplicemente per la soddisfazione di bisogni primari, in ogni caso per preservare una miglior salute e perseguire percorsi di autonomia.
    Spero con le immagini di accompagnare chi le osserva attraverso questi luoghi meno noti e forse anche più scomodi, rendendoli così più vicini al nostro quotidiano.

    Fotografie di Cinzia Tavalazzi

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    Ultimo aggiornamento: Gio, 14/01/2010 - 18:09