giovedì 20 set 2018
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Vita da scrivano

Categorie carcere: 

di Thomas Sanna/ Vivo all'interno del carcere "Dozza" da quasi 3 anni. Dopo diverso tempo dal mio arrivo, sono venuto a conoscenza del fatto che il ruolo essenziale di scrivano non esisteva più come figura autonoma, anche se prima veniva regolarmente retribuito, come da normativa sui lavori interni. Purtroppo, i tagli del Governo ai fondi del sistema penitenziario hanno inciso, tra l'altro, anche sul lavoro di scrivano. Che noia passare i giorni senza rendersi utili in alcun modo a qualcuno, ma soprattutto a se stessi!

Volontario, che passione (I parte)

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di Marco Baldi/ L’art.17 e l’art 78 della L. 354/75 (ordinamento penitenziario) prevedono la partecipazione della comunità esterna all’azione rieducativa dei detenuti e testualmente recitano: “la finalita' del reinserimento sociale dei condannati e degli internati deve essere perseguita anche sollecitando ed organizzando la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni pubbliche o private all'azione rieducativa.

I due mondi paralleli

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di Federico Alderete/Una volontaria in carcere racconta la sua esperienza, tra le difficoltà delle donne detenute nella Dozza e la sua vita quotidiana di donna.
Ha uno sguardo accogliente, maturità classica presa per accontentare la madre che la voleva scrittrice. Ogni mattina accompagna all’asilo i suoi figli e dopo va a lavorare in carcere nella sezione femminile.

I due mondi paralleli

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di Federico Alderete/Una volontaria in carcere racconta la sua esperienza, tra le difficoltà delle donne detenute nella Dozza e la sua vita quotidiana di donna.
Ha uno sguardo accogliente, maturità classica presa per accontentare la madre che la voleva scrittrice. Ogni mattina accompagna all’asilo i suoi figli e dopo va a lavorare in carcere nella sezione femminile.

Dalla Dozza in cammino verso Assisi

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a cura di frate Franco/

Ciò che sgorga dal cuore e dalle labbra di Giancarlo, Tarech, Giuseppe, Aimen, Josè, Alfonso, Mohamed eAbdellah, 8 detenuti del carcere Dozza di Bologna, al termine di questa esperienza , per la quale non finiscono di ringraziare la direzione , gli educatori, i magistrati e i volontari che li hanno accompagnati, è opportunità!

E' stata infatti per tutti un’opportunità di:
“essere visto come un pellegrino e non come un carcerato”,
“provare nuovamente la sensazione della libertà”,

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