giovedì 20 set 2018
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Sei americana? Sei antipatica? Sei giovane e bella?Allora in prigione!

Categorie carcere: 

di Roberto Cavalli/Recentemente la risposta di una giornalista della carta stampata a un proprio lettore ha attirato la mia attenzione sull’incapacità tutta italica di riflettere, in maniera equilibrata, su alcuni temi fondamentali della giustizia quali la colpevolezza e l’esecuzione penale o quali le giuste pretese riparatorie, sul piano della reputazione sociale, di chi sia stato costretto ad affrontare, da innocente, un processo penale, con tutto il corollario di pesanti implicazioni, anche di carattere psicologico, che inevitabilmente ne sono scaturite. 

Dimmi come ci leggi e ti dirò che lettore sei

Categorie carcere: 

di Daniele Villa Ruscelloni/Carissimo lettore,
che hai scelto di leggere i nostri articoli e i nostri commenti provenienti dal carcere, quale è la tua prima impressione? Penso tu appartenga ad una delle due categorie in cui tendenzialmente i nostri lettori possono essere divisi.

Voi stessi date loro da mangiare

Categorie carcere: 

di Daniele Villa Ruscelloni/Fra le tante persone che hanno affollato e arricchito l’Assemblea diocesana c’eravamo anche noi, detenuti e volontari, in rappresentanza di quella porzione non piccola di Chiesa che si trova in carcere.
Prima dell’inizio, mentre si entrava alla spicciolata, la redazione di "Ne vale la pena" ha consegnato al vescovo Matto Zuppi una lettera indirizzata a papa Francesco, per invitarlo a farsi in qualche modo presente alle persone detenute durante la sua prossima visita del 1° ottobre.

Un dolore infinito per la follia di un attimo

A partire da un recente caso di cronaca, una riflessione sul “bene” individuale e collettivo

di Pasquale Acconciaioco/ Non so come raccontare questa storia; proverò come sempre a modo mio e spero di cuore di essere chiaro, anche perché per me è importante toccare il cuore di chi legge e si interessa di noi detenuti, descrivendo le emozioni che si provano qui, dietro le sbarre, quando i giornali parlano di noi.

Riflessioni sul pregiudizio

Categorie carcere: 

di Osvaldo e Davide/ Il pregiudizio è la frusta che l'ignoranza mette nelle mani degli uomini, per colpire altri uomini, per colpire ogni cosa di cui non si ha la giusta conoscenza.
E' il giudizio sciocco, il giudizio cattivo. È il pennello che dipinge le forme inette della superstizione, è il terreno fertile per far crescere le ipotesi, le idee, e le convinzioni sbagliate.
È la lente attraverso la quale ogni immagine è vista deturpata per la sua opacità, e resa per ciò che non è.

La strada raccontata da un avvocato. Intervista ad Antonio Mumolo

Categorie carcere: 

di Osvaldo Broccoli, Loris Castelli, Giorgio Benvenuti/ L’avvocato giuslavorista Antonio Mumolo, consigliere regionale e membro della Commissione Pari Opportunità, è venuto a trovarci in redazione il 19 maggio scorso. Come professionista si occupa di diritto del lavoro, e diversi anni fa ha deciso di mettere a disposizione la sua professionalità ed un po’ del suo tempo per chi ha più bisogno.

Un problema chiamato carcere: le misure alternative (prima parte)

Categorie carcere: 

di Marco Baldi/L’immagine che vede una persona che entra in carcere e alle sue spalle chiudersi la porta è la più frequente di quella che rappresenta le porte che si chiudono in faccia al momento della sua libertà. Il carcere più che un’istituzione riabilitante è un cronicario dell’esclusione sociale, cioè non permette che si crei la condizione per la quale è stato pensato, la rieducazione.  

Un problema chiamato carcere: le misure alternative (prima parte)

Categorie carcere: 

di Marco Baldi/L’immagine che vede una persona che entra in carcere e alle sue spalle chiudersi la porta è la più frequente di quella che rappresenta le porte che si chiudono in faccia al momento della sua libertà. Il carcere più che un’istituzione riabilitante è un cronicario dell’esclusione sociale, cioè non permette che si crei la condizione per la quale è stato pensato, la rieducazione.  

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