domenica 24 giu 2018
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La Responsabilità Sociale d’Impresa: un’opportunità in più per il lavoro penitenziario

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di Roberto Cavalli/In una recente intervista della nostra redazione di Ne vale la pena, realizzata con Claudia Clementi, direttore della Casa circondariale di Bologna, è stato affrontato, tra gli altri, il tema del lavoro penitenziario, con tutte le problematiche legate alla sua scarsità e con tutti i suoi effetti positivi per il reinserimento, nella società libera, delle persone attualmente detenute.

La dignità imprigionata

di Nicola Rabbi/Le carceri italiane anche se non sono più sovraffollate come qualche mese fa - e questo per evitare di incorrere nelle sanzioni dell’Unione Europea - rimangono comunque un luogo non pensato e organizzato per rieducare un detenuto, ma un luogo per tenerlo semplicemente separato dalla società civile, in una sorta di limbo dove il tempo non passa mai e dove si perde il senso delle cose.

Più opportunità di lavoro esterno per i detenuti?

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di Daniele Villa Ruscelloni/Parliamo di statistiche, numeri e anche delle percezioni avute in tema di reinserimenti con l’applicazione dei benefici penitenziari del carcere di Bologna; e dedichiamo anche una breva finestra al Tribunale di Sorveglianza (T.D.S.) e alle Magistrato di Sorveglianza (M.D.S.).

Bruciati “dentro”

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di Daniele Villa Ruscelloni/Da detenuto spesso mi chiedo perché in ogni istituto penitenziario la vivibilità sia peggiore e le cose non funzionino, rispetto a qualsiasi altra struttura pubblica esterna. Una o più risposte ho cercato consapevolmente di darmele.

FID – Fare Impresa in Dozza

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di Daniele Villa Ruscelloni/Come ogni anno, si è tenuto il «Pranzo amico» - svoltosi presso l’azienda metalmeccanica presente all’interno della Casa Circondariale di Bologna: una vera e propria officina meccanica in cui lavorano circa 15 detenuti, fortunati più del resto della popolazione presente nel carcere bolognese, assunti alle dipendenze della F.I.D. (Fare Impresa Dozza).

Sul filo dei pensieri

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Il Betto/Ciò che più fa male in carcere, oltre alla privazione della libertà, sono gli affetti lasciati fuori l mura... I sentimenti ci fregano ... e ci fanno soffrire, soprattutto quando si tratta di minori.
Comunicare con amici e parenti lo si può fare solo con poste italiane “in carta”, una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti, un colloquio.
Circa un anno fa è stato trasferito un ragazzo senegalese che confezionava braccialetti dell’amicizia e macramè, un pensierino per grandi e piccini. Però, ahimè, no senegalboy – no braccialetti.

I detenuti italiani tornano a essere adeguatamente retribuiti per il lavoro prestato in carcere

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di Daniele Villa Ruscelloni/Una recente disposizione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha previsto che dal1 ottobre gli stipendi dei detenuti, o”mercedi” come vengono definiti dall’Ordinamento Penitenziario, saranno aumentati dell’80%. Detta così la notizia potrebbe suonare quasi scandalosa, soprattutto considerando i tempi che corrono e la crisi che ormai da anni affligge il mondo del lavoro.

L'insostenibile pesantezza dell'inoperosità

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di Il Betto/Ho vissuto tanto tempo all'estero; paesi meravigliosi dove gli abitanti si considerano del terzo mondo, in paesi che gli italiani considerano del terzo mondo.
Ora sono "dentro le mura", per la prima volta, in Italia, nel mondo; nuovissima esperienza Ahimè! . "Che barba... che noia!".
Purtroppo sono in ferie forzate da 11 mesi, mi sono spariti i calli dalle mani e qualche acciacco: sono come nuovo!

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