venerdì 14 dic 2018
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Salvaguardare la nostra libertà

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di Daniele Villa Ruscelloni/Chi perde a causa propria la libertà ha un bel da fare per riottenerla e in molti casi per mantenerla. Ovviamente, parliamo di cittadini detenuti che si sono compromessi per le più svariate azioni delittuose. Ora, il tanto citato art. 27 della nostra Costituzione, che sancisce che il percorso punitivo e penitenziario deve tendere alla rieducazione del reo, già lo conosciamo tutti.

L’osservazione della personalità del detenuto a chi spetta?

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di Daniele Villa Ruscelloni/L’osservazione della personalità di un detenuto all’interno di un istituto è parte integrante e fondamentale sul piano trattamentale di condannato. Questa osservazione, di norma, dovrebbe essere intrapresa e accompagnata dagli esperti quali psicologi, criminologi, educatori, personale di polizia penitenziaria, ma anche con l’ausilio di docenti, che quotidianamente si rapportano con il detenuto nello studio e nei vari corsi che si svolgono all’interno del carcere. 

Bruciati “dentro”

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di Daniele Villa Ruscelloni/Da detenuto spesso mi chiedo perché in ogni istituto penitenziario la vivibilità sia peggiore e le cose non funzionino, rispetto a qualsiasi altra struttura pubblica esterna. Una o più risposte ho cercato consapevolmente di darmele.

Finalmente il permesso premio!

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di Osvaldo Broccoli /Dopo più di 20 di carcere ho potuto usufruire di un permesso premio che mi ha consentito di rivedere Bologna vestita a festa. Non sono di questa città, e l’ultima volta che mi è capitato di venirci è stato nel 1996.

L’ultima volta

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di Pasquale Antonio Acconciaioco/Sono le nove meno cinque. L’assistente ci invita a rientrare nelle nostre celle. In questo frangente di tempo in Sezione, dove attualmente risiedo, ci salutiamo, mentre gli amici si augurano la buonanotte. Saluto lo “Zio”, come ogni santo giorno, e, mentre gli stringo la mano, sento i battiti del mio cuore che aumentano e i miei occhi che brillano. Questa volta, l’ultima volta, l’emozione mi tradisce: c’è un luccichio nei mei occhi che ha il sapore delle lacrime.

Io scrivo parole

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di Pasquale Acconciaioco/Mi trovo qui, in un posto orrendo chiamato carcere, un posto sgradevole, dove nessuno vorrebbe mai trovarsi, a scrivere. Scrivo a tutti i bambini del mondo fortunati e non, consigliando loro di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e augurando che i loro desideri si realizzino; ricordandogli di stare lontano dalle droghe: portano solo guai e morte.

In nome del popolo italiano

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di Daniele Lago/Il potere - che sia giuridico, legislativo o amministrativo – recita la Costituzione, è in astratto esercitato “per” e “in nome” del popolo sovrano. Il potere è conferito direttamente o indirettamente in rappresentanza dei cittadini. Nel campo della giustizia il fenomeno che sovente si verifica è alquanto peculiare e a tratti paradossale, e la pratica oggettiva nega il significato del termine.

L’anima della pioggia

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di Pasquale Antonio Acconciaioco/Una mattina, guardando fuori dalle sbarre, ho rivisto dopo tanti anni un oggetto che in carcere non si vede: un signore accompagnava un altro nella palestra del carcere e si riparavano entrambi dalla pioggia con un ombrello.

Delitto, castigo e pentimento

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di Daniele Villa Ruscelloni/Spesso, troppo spesso nel corso della detenzione noto, da persona detenuta, che dimentichiamo superficialmente la nostra colpa e colpevolezza sul reato e sulla negativa condotta che di civile e morale ha ben poco a vedere con l’essere onesti. Sarà anche per il fatto che, una volta superato il limite che traccia il confine fra la legalità e l’illegalità, ci pare che tutto sia più facile da ottenere, a discapito di coloro che si attengono alle leggi e regole civili e sociali.

L’allarmismo sociale dei giornalisti in occasione della visita del papa

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di Bledar Shehi/Mercoledì11 ottobre. Come ogni giorno apro e leggo Il Resto del Carlino. Dopo qualche pagina trovo un titolo che attira la mia attenzione: “Detenuti a tavola con il papa sono evasi dopo il pranzo”. Proseguo curioso. L’articolo spiega che si trattava di detenuti della casa di lavoro di Castelfranco (MO). Sfoglio ancora le pagine della Gazzetta e trovo un altro titolo e articolo: “Due detenuti fuggiti il 1° ottobre all’uscita da San Petronio. La polizia in curia”. Vado avanti con Il Giornale e ancora un altro articolo: “La grande fuga.

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