mercoledì 12 dic 2018
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • "Sezione Femminile", un film per ricostruire dalle rovine

    Categorie carcere: 

    di Gianluca Vallini e Giuseppe Gemito/I detenuti della sezione Polo Universitario-Rugby hanno potuto assistere, insieme alle detenute della Sezione femminile e ad alcuni esterni, alla proiezione in anteprima del film "Sezione femminile" girato dal Laboratorio di Cinema proprio all’interno della sezione femminile del carcere della Dozza.  Il film è un’interessante spaccato della vita dell’istituto, visto questa volta attraverso gli occhi delle d

  • Una visita Costituzionale

    Categorie carcere: 

    di Gianluca Vailini/Lo scorso 3 novembre si è tenuto, presso il carcere di Bologna, un incontro con l'ex Magistrato della Corte Costituzionale ed ex Ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, cui hanno potuto prendere parte numerosi detenuti, provenienti dalle varie sezioni dell'istituto. L'evento, in concomitanza con il viaggio nelle carceri dell'attuale Corte Costituzionale, è stato presentato dalla Direttrice Claudia Clementi e dal Prof.

  • “In carcere, come si pensa alle donne?”

    Categorie carcere: 

    di Gennaro Paone/Ogni detenuto ha la propria storia sentimentale e un proprio pensiero sulle donne, che siano madri, sorelle, mogli, amanti o fidanzate. Qualunque detenuto cerca di mantenere vivi i rapporti con loro avvalendosi di quanti più mezzi riesce ad avere a disposizione, che siano colloqui, telefonate o lettere postali.

  • E una volta fuori?

    Categorie carcere: 

    di Daniele Villa Ruscelloni/Uscire dopo tanti anni di detenzione non è facile. Uscirne in una condizione psicofisica stabile, è una fortuna in quanto in carcere per lo più si deve soccombere, non potendo manifestare quasi mai l’essere persona. E per me il primo desiderio è proprio tornare a essere persona e tornare in libertà, ai miei affetti il più possibile migliorato e riflessivo, dopo aver toccato il fondo.

  • L'educatore penitenziario, una figura importante ma ancora poco conosciuta

    Categorie carcere: 

    di Stefano Graffagnino*/Chi di noi, accompagnando un proprio caro in ospedale, accetterebbe un suo ritorno a casa più malato di prima? Nessuno, seppure intellettualmente poco dotato, chiederebbe a un nosocomio di evitare di curare i malati rimandandoli indietro malridotti o in condizioni peggiori rispetto a quando sono entrati. Sarebbe una circostanza assai singolare, se non paradossale, se si facesse il tifo per la malattia e non per la cura.

  • Ne è proprio sicuro?

    di Gianluca Vallini/Cercherò, in quest'articolo, di rispondere brevemente ad almeno qualcuno dei punti toccati dall'intervista rilasciata da Francesco Basentini, nuovo capo del Dap, a Valentina Stella de “Il Dubbio” il 15 settembre scorso. Cercherò, soprattutto, di rispondere dal punto di vista di chi il mondo del carcere lo vive quotidianamente, anche se “dall'altra parte della barricata”. Se da un lato infatti

  • Cosa dire ai figli/Dire o non dire

    di Maurizio Bianchi/Premesso che non ho avuto la fortuna di essere padre, poiché mia moglie ha perso in gravidanza il nostro bambino per ben tre volte, credo che il mestiere del genitore sia il più difficile del mondo. Molti prendono spunti dai propri genitori, da come loro si sono comportati nei nostri confronti e anche se abbiamo avuto la fortuna di avere ottimi esempi non è mai facile. E’ tutto ancora più difficile per un genitore che è stato privato della libertà e vive in carcere, senza poter vivere il giorno per giorno con i suoi figli.

  • Cosa dire ai figli/Un giorno capirai

    di Massimo Pappalardo/Sono nato e cresciuto in una famiglia semplice, una famiglia con dei sani principi: senso del dovere, onestà, rispetto di sé e degli altri. Non posso dire di non aver avuto una guida, un buon esempio da seguire: papà, grande lavoratore, si spaccava la schiena per mandare avanti la famiglia, mentre mamma era dedita alla cura dei figli e della casa. Sono sempre stato orgoglioso della mia famiglia; infatti costruire una famiglia come quella in cui sono cresciuto è sempre stato il mio sogno fin da ragazzo.

  • Cosa dire ai figli/Parliamoci chiaro

    di Filippo Milazzo/Quando un padre è in carcere e ha dei figli piccoli o adolescenti, la scelta di dire la verità o di tenerla celata è molto difficile soprattutto pensando al bene dei bambini e all’importanza del rapporto con i genitori.

    La decisione di dire bugie e, di conseguenza, di vivere di sotterfugi risponde all’esigenza di tutelare l’equilibrio dei figli, di evitare loro dispiaceri e di non farli sentire diversi dai coetanei, o deriva piuttosto dal bisogno di evitare il giudizio e dare spiegazioni?

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