domenica 24 giu 2018
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Sei americana? Sei antipatica? Sei giovane e bella?Allora in prigione!

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    di Roberto Cavalli/Recentemente la risposta di una giornalista della carta stampata a un proprio lettore ha attirato la mia attenzione sull’incapacità tutta italica di riflettere, in maniera equilibrata, su alcuni temi fondamentali della giustizia quali la colpevolezza e l’esecuzione penale o quali le giuste pretese riparatorie, sul piano della reputazione sociale, di chi sia stato costretto ad affrontare, da innocente, un processo penale, con tutto il corollario di pesanti implicazioni, anche di carattere psicologico, che inevitabilmente ne sono scaturite. 

  • Festa di Primavera del Polo Universitario del carcere della Dozza

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    Di effedie/Per il quarto anno consecutivo si è tenuta, all'interno del carcere della Dozza di Bologna, la “Festa di Primavera”, un incontro per celebrare l'apertura del Polo Universitario Penitenziario, con la partecipazione di docenti, figure istituzionali dell'apparato militare, personale dell'amministrazione penitenziaria e detenuti iscritti all’Università.

  • Per essere persona...

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    di Filippo Milazzo/Un premessa necessaria per affrontare l’argomento: prima di tutto devi essere considerato persona e uomo. In certi casi, come in carcere, non è per nulla scontato. Anzi. Quando devi affrontare il giudizio di un giudice e tu vuoi dirgli come sono andate davvero le cose e non vieni creduto, anche se si parla del reato del quale sei protagonista. Sono in carcere per un reato grave. L’ho commesso perché in ultimo non ho avuto la forza di volontà per dire no alle altre persone che erano con me. Non ho avuto il polso fermo per imporre la mia volontà.

  • Più opportunità di lavoro esterno per i detenuti?

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Parliamo di statistiche, numeri e anche delle percezioni avute in tema di reinserimenti con l’applicazione dei benefici penitenziari del carcere di Bologna; e dedichiamo anche una breva finestra al Tribunale di Sorveglianza (T.D.S.) e alle Magistrato di Sorveglianza (M.D.S.).

  • Le avventure di Fagiolo

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    Il Betto/Fagiolo, così l’ho “battezzato”, è un simpatico fagiano maschio, concepito, nato e cresciuto alla Dozza. Scorrazza dentro e fuori le mura liberamente. All’interno vi sono aree verdi inutilizzate, noi detenuti non le possiamo calpestare, che sono una sorta di giardino privato per Fagiolo! Quando piove i giardini brulicano di vermetti e lombrichi, e vai con il banchetto!!

  • Sarò libero

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    Dal primo giorno di detenzione è stata la promessa che ho fatto a me stesso, pensando a mia moglie. Il 12 settembre 2016 sono entrato in un incubo che mai, nella mia esistenza, avrei pensato di vivere; ho sofferto tanto anche dal punto di vista fisico, perdendo 8 kg in pochi giorni di carcerazione presso la casa circondariale di Bologna. Il fine pena al 2024 mi è sembrato fin da subito un traguardo lontano e quasi inarrivabile. Ho 47 anni e quando uscirò ne avrò 53. Spesso mi chiedo se il carcere mi cambierà, e se questo cambiamento sarà in meglio o in peggio.

  • Oltre le stanze chiuse

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    di Pasquale Acconciaioco/Vorrei poter uscire di casa, prendere la macchina e farmi un bel viaggio, ma non posso. Magari fermarmi in un ristorante, sedermi e aspettare che arrivi un cameriere per ordinare qualcosa, e cogliere così l’occasione per fare due chiacchere. Sarebbe bello, ma attualmente impossibile. Mi piacerebbe fare cose strane, o cose banali, ad esempio entrare in un negozio di articoli sportivi e comprarmi un bel paio di scarpe da ginnastica, indossarle subito ed andare a correre sul lungomare della mia città, godendomi il panorama e osservando le spiagge affollate.

  • Salvaguardare la nostra libertà

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Chi perde a causa propria la libertà ha un bel da fare per riottenerla e in molti casi per mantenerla. Ovviamente, parliamo di cittadini detenuti che si sono compromessi per le più svariate azioni delittuose. Ora, il tanto citato art. 27 della nostra Costituzione, che sancisce che il percorso punitivo e penitenziario deve tendere alla rieducazione del reo, già lo conosciamo tutti.

  • L’osservazione della personalità del detenuto a chi spetta?

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    di Daniele Villa Ruscelloni/L’osservazione della personalità di un detenuto all’interno di un istituto è parte integrante e fondamentale sul piano trattamentale di condannato. Questa osservazione, di norma, dovrebbe essere intrapresa e accompagnata dagli esperti quali psicologi, criminologi, educatori, personale di polizia penitenziaria, ma anche con l’ausilio di docenti, che quotidianamente si rapportano con il detenuto nello studio e nei vari corsi che si svolgono all’interno del carcere. 

  • Bruciati “dentro”

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Da detenuto spesso mi chiedo perché in ogni istituto penitenziario la vivibilità sia peggiore e le cose non funzionino, rispetto a qualsiasi altra struttura pubblica esterna. Una o più risposte ho cercato consapevolmente di darmele.

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