giovedì 20 set 2018
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Voi stessi date loro da mangiare

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Fra le tante persone che hanno affollato e arricchito l’Assemblea diocesana c’eravamo anche noi, detenuti e volontari, in rappresentanza di quella porzione non piccola di Chiesa che si trova in carcere.
    Prima dell’inizio, mentre si entrava alla spicciolata, la redazione di "Ne vale la pena" ha consegnato al vescovo Matto Zuppi una lettera indirizzata a papa Francesco, per invitarlo a farsi in qualche modo presente alle persone detenute durante la sua prossima visita del 1° ottobre.

  • Lo Stato di diritto vale anche per Totò Riina

    Daniele Villa Ruscelloni/Era il 15 gennaio del 1993 quando il Capitano Ultimo e i suoi uomini arrestarono il capo della mafia, Totò Riina, dopo una latitanza durata ventiquattro anni. Il boss di Cosa Nostra, ormai 86enne, è affetto da una duplice neoplasia renale, una grave cardiopatia e da una situazione neurologica altamente compromessa.

  • Festa di primavera alla Dozza per il polo universitario

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    di Luciano Conti/Il 25 maggio 2017, si è svolta alla Dozza la Festa di Primavera, dedicata allo studio universitario oltre le mura; erano presenti la direttrice del carcere, Claudia Clementi, il rettore dell’Alma Mater Francesco Ubertini, il referente responsabile per l’università del polo universitario Giorgio Basevi insieme agli studenti universitari delle diverse sezioni, agli educatori, ai volontari, ai docenti, ai tutor ed ai diversi soggetti che, a vario titolo, sostengono e tengono viva l’esperienza del polo universitario.

  • La responsabilità delle proprie azioni

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    di Sergio Ucciero/La responsabilità di un atto è un fatto etico e morale (intendendo con questo che l’etica regola la coscienza dell’individuo con il sé, mentre la morale regola il rapporto tra l’individuo e le strutture sociali alle quali fa riferimento) e non può sottrarsi dal mettere in conto azioni volte a rimediare in qualche modo l’errore commesso.

  • Crescere "dentro" per vivere fuori

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    di Flavio Dell'Erba/Ritrovarsi rinchiuso dentro una cella di un carcere è sicuramente un'esperienza che nessuno, e a nessuno, si augurerebbe. Tutto all'improvviso prende una diversa dimensione. I pensieri girano vorticosamente, le immagini scorrono nella propria mente riproponendo gli ultimi istanti prima dell'arresto, prima che tutto finisse lì, dentro quella stanza buia e maleodorante, prima tappa del nostro ingresso. Mentre riflettiamo, ci ricordiamo di quante cose avremmo dovuto e voluto comunicare a quella o a quell'altra persona.

  • L'insostenibile pesantezza dell'inoperosità

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    di Il Betto/Ho vissuto tanto tempo all'estero; paesi meravigliosi dove gli abitanti si considerano del terzo mondo, in paesi che gli italiani considerano del terzo mondo.
    Ora sono "dentro le mura", per la prima volta, in Italia, nel mondo; nuovissima esperienza Ahimè! . "Che barba... che noia!".
    Purtroppo sono in ferie forzate da 11 mesi, mi sono spariti i calli dalle mani e qualche acciacco: sono come nuovo!

  • La vivace testimonianza di Amelio Franceschini, detenuto nei campi di concentramento

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    di Luciano Conti/Il 21 aprile scorso, presso l’area pedagogica del carcere di Bologna, si sono tenuti alcuni incontri fra i detenuti che frequentano la scuola d Amelio Franceschini, deportato in un campo di concentramento tedesco durante la seconda guerra mondiale, perché aveva rifiutato, da militare, di arruolarsi nelle milizie della repubblica sociale di Salò.

  • Cambiare solo il "linguaggio carcerario"?

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Una nuova circolare è stata emessa dal D.A.P (Dipartimento Amministrazione Giudiziaria) con la quale s'invita il personale di polizia penitenziaria a cambiare determinate parole del “linguaggio carcerario”. Ad esempio sostituire "cella" con stanza di pernottamento, "spesino" sostituito da addetto alla distribuzione spesa e "domandina" sostituita da modulo di richiesta.

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