giovedì 21 giu 2018
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Coro Papageno: un biennio fra concerti e film

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    di effedie/Sabato 17 giugno si è tenuto il concerto aperto al pubblico del “Coro Papageno” (che è parte dell’associazione Mozart 14) alla casa circondariale di Bologna. Diventato un appuntamentoannuale e a cui, data l’eccezionalità, partecipano anche esponenti istituzionali, il concerto ha suscitato l’entusiasmo del pubblico, il cui coinvolgimento emozionale ha messo in evidenza come il coro, pur nelle oggettive difficoltà, sia cresciuto artisticamente.

  • Una società inghiottita dalla tecnologia

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Viviamo in una società ormai dominata dalla tecnologia, che sta profondamente rivoluzionando il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci con gli altri. Questa rapida evoluzione tecnologica comporta un ripensamento del concetto di lavoro come lo intendiamo. Basti pensare alle macchine robotiche che stanno sempre più spesso sostituendo gli operai nelle fabbriche.

  • Responsabilità: tra comprensione e giustificazione

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    di Sergio Ucciero/Quanto comprendere e/o giustificare incidono sul senso di responsabilità dei singoli? Il comprendere implica di per sé il giustificare? Sono due sentimenti simili o del tutto diversi? Il tema apre una riflessione delicata che coinvolge aree differenti del sentire umano e che, forse, deve partire proprio dalla necessità di distinguere le due evenienze; evenienze che creano un legame ambiguo fra chi le offre e chi le riceve.

  • Il malessere psicologico del detenuto

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    di Daniele  Villa Ruscellon/Quali effetti comporta una lunga detenzione nei confronti di una persona detenuta a livello cognitivo, psicologico e intrinseco della personalità?  Il Professor Veronesi, oncologo di fama internazionale esaminò i danni che una lunga carcerazione poteva provocare sul sistema neurologico e sui tratti della personalità delle persone recluse. Egli giunse alla conclusione che i soggetti privati della libertà, dopo sette anni ininterrotti di detenzione presentavano danni a livello neurologico e celebrale.

  • La possibilità di cambiare

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    di effedie/Come in una fotografia, ci si trova a essere “catturati” dal proprio passato. Ma perfino le fotografie con il tempo cambiano. A maggior ragione i soggetti. In un convegno promosso dal Partito Radicale che verteva sulla possibilità del cambiamento di chi, avendo commesso un reato evidenziando una problematica rispetto al proprio essere all’interno della comunità, il prof.

  • Voi stessi date loro da mangiare

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Fra le tante persone che hanno affollato e arricchito l’Assemblea diocesana c’eravamo anche noi, detenuti e volontari, in rappresentanza di quella porzione non piccola di Chiesa che si trova in carcere.
    Prima dell’inizio, mentre si entrava alla spicciolata, la redazione di "Ne vale la pena" ha consegnato al vescovo Matto Zuppi una lettera indirizzata a papa Francesco, per invitarlo a farsi in qualche modo presente alle persone detenute durante la sua prossima visita del 1° ottobre.

  • Lo Stato di diritto vale anche per Totò Riina

    Daniele Villa Ruscelloni/Era il 15 gennaio del 1993 quando il Capitano Ultimo e i suoi uomini arrestarono il capo della mafia, Totò Riina, dopo una latitanza durata ventiquattro anni. Il boss di Cosa Nostra, ormai 86enne, è affetto da una duplice neoplasia renale, una grave cardiopatia e da una situazione neurologica altamente compromessa.

  • Festa di primavera alla Dozza per il polo universitario

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    di Luciano Conti/Il 25 maggio 2017, si è svolta alla Dozza la Festa di Primavera, dedicata allo studio universitario oltre le mura; erano presenti la direttrice del carcere, Claudia Clementi, il rettore dell’Alma Mater Francesco Ubertini, il referente responsabile per l’università del polo universitario Giorgio Basevi insieme agli studenti universitari delle diverse sezioni, agli educatori, ai volontari, ai docenti, ai tutor ed ai diversi soggetti che, a vario titolo, sostengono e tengono viva l’esperienza del polo universitario.

  • La responsabilità delle proprie azioni

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    di Sergio Ucciero/La responsabilità di un atto è un fatto etico e morale (intendendo con questo che l’etica regola la coscienza dell’individuo con il sé, mentre la morale regola il rapporto tra l’individuo e le strutture sociali alle quali fa riferimento) e non può sottrarsi dal mettere in conto azioni volte a rimediare in qualche modo l’errore commesso.

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