lunedì 10 dic 2018
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Sorveglianza dinamica: per una detenzione diversa

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    di effedie/Spesso si parla di riforma del sistema carcerario e della necessità di fare un vero passo avanti rispetto alle attuali condizioni, ma obiettivi e aspettative, si differenziano a seconda del punto di osservazione del problema. Le riforme sono necessarie qualora istituzioni e organismi necessitano di un mutamento. Le modifiche sono determinate dalle condizioni di vita che cambiano, dalla necessità di un miglioramento, dai risultai della ricerca che studia gli effetti dell'applicazione delle diverse metodologie.

  • Sul filo dei pensieri

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    Il Betto/Ciò che più fa male in carcere, oltre alla privazione della libertà, sono gli affetti lasciati fuori l mura... I sentimenti ci fregano ... e ci fanno soffrire, soprattutto quando si tratta di minori.
    Comunicare con amici e parenti lo si può fare solo con poste italiane “in carta”, una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti, un colloquio.
    Circa un anno fa è stato trasferito un ragazzo senegalese che confezionava braccialetti dell’amicizia e macramè, un pensierino per grandi e piccini. Però, ahimè, no senegalboy – no braccialetti.

  • Il polo universitario della Dozza incontra docenti e ricercatori di altri paesi

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    di Luciano Conti/Nell’ambito di un programma di incontri conoscitivi presso istituti penitenziari di vari Paesi, un gruppo di docenti e ricercatori europei e latino americani hanno incontrato la realtà del polo universitario del carcere di Bologna. Gli ospiti hanno visitato il nostro istituto: dapprima con la Direzione e presso la sezione femminile hanno avuto modo di conoscere le varie iniziative di formazione ed educazione e successivamente presso l’area pedagogica hanno incontrato una rappresentanza di studenti del Polo. Erano presenti docenti provenienti dall’Argentina, dall’Uruguay, da

  • L’onorevole Milena Santerini incontra il Polo Universitario della Dozza

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    di Luciano Conti/L’onorevole Milena Santerini del gruppo parlamentare Democrazia Solidale e docente dell’Università di Milano, nell’ambito di vari interventi che sta svolgendo in diversi istituti penitenziari a livello nazionale, ha fatto visita al carcere della Dozza di Bologna per conoscere il polo universitario. A questo proposito è stata organizzata una riunione alla quale hanno partecipato i detenuti-studenti. All’incontro erano presenti, oltre la maggioranza dei detenuti-studenti della sezione, il dott.

  • Io scrivo parole

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    di Pasquale Acconciaioco/Mi trovo qui, in un posto orrendo chiamato carcere, un posto sgradevole, dove nessuno vorrebbe mai trovarsi, a scrivere. Scrivo a tutti i bambini del mondo fortunati e non, consigliando loro di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e augurando che i loro desideri si realizzino; ricordandogli di stare lontano dalle droghe: portano solo guai e morte.

  • Piccolo vocabolario tascabile del linguaggio carcerario (non esaustivo)

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    di Valerio De Fazio/Quando mi hanno iscritto pur contro la mia volontà, a questo corso della durata di tre anni da effettuarsi presso questo collegio della Dozza, mi sono trovato a dover studiare la semantica di molte parole a me fino allora sconosciute, di alcune delle quali mi accingerò a redarre un piccolo vocabolario:

    A posto: Frase usuale con cui (soprattutto i detenuti di origine nordafricana) sono soliti concludere qualsiasi discorso; a volte un saluto e a volte una disputa movimentata.

  • In nome del popolo italiano

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    di Daniele Lago/Il potere - che sia giuridico, legislativo o amministrativo – recita la Costituzione, è in astratto esercitato “per” e “in nome” del popolo sovrano. Il potere è conferito direttamente o indirettamente in rappresentanza dei cittadini. Nel campo della giustizia il fenomeno che sovente si verifica è alquanto peculiare e a tratti paradossale, e la pratica oggettiva nega il significato del termine.

  • Un torneo di calcio grazie alle Acli di Bologna

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    di Luciano Conti/ La settimana scorsa le ACLI della provincia di Bologna hanno attivato alcune iniziative e attività a sostegno dello sport nelle periferie, coinvolgendo alcuni sportivi famosi e in questo ambito hanno raggiunto anche noi detenuti. Le ACLI utilizzando le risorse del 5 per 1000, in accordo con la Direzione della casa circondariale, hanno donato all’istituto materiale sportivo per l’organizzazione di un torneo di calcio.

  • L’anima della pioggia

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Una mattina, guardando fuori dalle sbarre, ho rivisto dopo tanti anni un oggetto che in carcere non si vede: un signore accompagnava un altro nella palestra del carcere e si riparavano entrambi dalla pioggia con un ombrello.

  • Delitto, castigo e pentimento

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Spesso, troppo spesso nel corso della detenzione noto, da persona detenuta, che dimentichiamo superficialmente la nostra colpa e colpevolezza sul reato e sulla negativa condotta che di civile e morale ha ben poco a vedere con l’essere onesti. Sarà anche per il fatto che, una volta superato il limite che traccia il confine fra la legalità e l’illegalità, ci pare che tutto sia più facile da ottenere, a discapito di coloro che si attengono alle leggi e regole civili e sociali.

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