giovedì 20 set 2018
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • L’ultima volta

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Sono le nove meno cinque. L’assistente ci invita a rientrare nelle nostre celle. In questo frangente di tempo in Sezione, dove attualmente risiedo, ci salutiamo, mentre gli amici si augurano la buonanotte. Saluto lo “Zio”, come ogni santo giorno, e, mentre gli stringo la mano, sento i battiti del mio cuore che aumentano e i miei occhi che brillano. Questa volta, l’ultima volta, l’emozione mi tradisce: c’è un luccichio nei mei occhi che ha il sapore delle lacrime.

  • La doccia alla Dozza

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    di Valerio de Fazio/ Dopo un periodo neanche tanto breve in questo carcere mi sono fatto l’idea che la popolazione carceraria sia fra le più pulite, almeno in grande parte, di quelle conosciute. Conosco persone che si fanno 4-5 volte al giorno una doccia, sarà perché vogliono togliersi da dosso l’odore del carcere che pervade ogni cosa, sarà perché credono che più ti lavi più ti depuri anche interiormente dalle fesserie che si sono commesse. Ciò non toglie che la doccia se la fanno!

  • Portaci con te

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    di Gabriele Baraldi/ Sono passati più di 20 anni. Una vita. Una vita passata fra le umide mura di un carcere.

  • La Carcerite e l'importanza di esprimere il proprio dolore

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    di Daniele Lago/Il termine “carcerite” comprende quegli effetti collaterali dovuti alla detenzione. Un termine molto originale e dal contenuto variegato. Intendiamoci: non è una malattia e tantomeno una patologia particolare. È molto diffusa tra le mura circondariali, figlia sicuramente dello stress, ma non solo. Ma in concreto, che cos’è?

  • Sorveglianza dinamica: per una detenzione diversa

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    di effedie/Spesso si parla di riforma del sistema carcerario e della necessità di fare un vero passo avanti rispetto alle attuali condizioni, ma obiettivi e aspettative, si differenziano a seconda del punto di osservazione del problema. Le riforme sono necessarie qualora istituzioni e organismi necessitano di un mutamento. Le modifiche sono determinate dalle condizioni di vita che cambiano, dalla necessità di un miglioramento, dai risultai della ricerca che studia gli effetti dell'applicazione delle diverse metodologie.

  • Sul filo dei pensieri

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    Il Betto/Ciò che più fa male in carcere, oltre alla privazione della libertà, sono gli affetti lasciati fuori l mura... I sentimenti ci fregano ... e ci fanno soffrire, soprattutto quando si tratta di minori.
    Comunicare con amici e parenti lo si può fare solo con poste italiane “in carta”, una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti, un colloquio.
    Circa un anno fa è stato trasferito un ragazzo senegalese che confezionava braccialetti dell’amicizia e macramè, un pensierino per grandi e piccini. Però, ahimè, no senegalboy – no braccialetti.

  • Il polo universitario della Dozza incontra docenti e ricercatori di altri paesi

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    di Luciano Conti/Nell’ambito di un programma di incontri conoscitivi presso istituti penitenziari di vari Paesi, un gruppo di docenti e ricercatori europei e latino americani hanno incontrato la realtà del polo universitario del carcere di Bologna. Gli ospiti hanno visitato il nostro istituto: dapprima con la Direzione e presso la sezione femminile hanno avuto modo di conoscere le varie iniziative di formazione ed educazione e successivamente presso l’area pedagogica hanno incontrato una rappresentanza di studenti del Polo. Erano presenti docenti provenienti dall’Argentina, dall’Uruguay, da

  • L’onorevole Milena Santerini incontra il Polo Universitario della Dozza

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    di Luciano Conti/L’onorevole Milena Santerini del gruppo parlamentare Democrazia Solidale e docente dell’Università di Milano, nell’ambito di vari interventi che sta svolgendo in diversi istituti penitenziari a livello nazionale, ha fatto visita al carcere della Dozza di Bologna per conoscere il polo universitario. A questo proposito è stata organizzata una riunione alla quale hanno partecipato i detenuti-studenti. All’incontro erano presenti, oltre la maggioranza dei detenuti-studenti della sezione, il dott.

  • Io scrivo parole

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    di Pasquale Acconciaioco/Mi trovo qui, in un posto orrendo chiamato carcere, un posto sgradevole, dove nessuno vorrebbe mai trovarsi, a scrivere. Scrivo a tutti i bambini del mondo fortunati e non, consigliando loro di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e augurando che i loro desideri si realizzino; ricordandogli di stare lontano dalle droghe: portano solo guai e morte.

  • Piccolo vocabolario tascabile del linguaggio carcerario (non esaustivo)

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    di Valerio De Fazio/Quando mi hanno iscritto pur contro la mia volontà, a questo corso della durata di tre anni da effettuarsi presso questo collegio della Dozza, mi sono trovato a dover studiare la semantica di molte parole a me fino allora sconosciute, di alcune delle quali mi accingerò a redarre un piccolo vocabolario:

    A posto: Frase usuale con cui (soprattutto i detenuti di origine nordafricana) sono soliti concludere qualsiasi discorso; a volte un saluto e a volte una disputa movimentata.

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