mercoledì 12 dic 2018
banner 5x1000 1 di 5

"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Le nuove frontiere della follia

    Categorie carcere: 

    di Il Betto/Se ricordo bene, moltissime persone nell'Italia settentrionale si annoiano, sbuffano, sono alla ricerca di emozioni, dimostrazioni e, perché no, trasgressioni. L’idea brillante per accontentarle sarebbe un week-end alla Dozza (per i più volenterosi si potrebbe introdurre anche l’opzione settimanale). Propongo l’entrata il venerdì pomeriggio, con svestizione e perquisizione in accettazione, consegna piatti in acciaio, posate in alluminio, bicchiere di plastica cinese e coperta e lenzuola militari. Per i pasti principali, colazione, pranzo e cena, il carrello guidato da un “vero”

  • Una lezione di Susanna Vezzadini sulla giustizia riparativa

    Categorie carcere: 

    di Sergio Ucciero/Il laboratorio di giornalismo «Ne vale la pena», a partire dalla discussione dei Tavoli degli Stati Generali avviatasi intorno alla seconda metà del 2016 e promossi dal ministro Orlando, ha iniziato con l’esaminare alcuni fra i punti ritenuti più interessanti sulla proposta di riforma della modalità di espiazione della pena. Uno dei temi esaminati all’interno del laboratorio, più discussi e allo stesso tempo controversi, è quello in merito alla giustizia riparativa.

  • Ogni città ha il suo recinto?

    Categorie carcere: 

    di Daniele Villa Ruscelloni/Alle porte di Bologna, in un quadrilatero periferico, sorge un recinto, chiamato castigo, un luogo nel quale vengono confinate le persone colpevoli di aver sbagliato. In questo ampio recinto c’è tuttavia tanto movimento di persone esterne, che in questo castigo lavorano quotidianamente o semplicemente portano conforto ai loro abitanti temporanei, mettendo a disposizione degli “ultimi” che ne sono interessati il loro tempo e le loro conoscenze. Seppur l’apparenza tetra del luogo non stimola a dovere coloro che vi entrano e ci vivono, c’è da riconoscere che il reci

  • Il reddito economico d'inclusione: una misura che può aiutare anche le persone in carcere

    Categorie carcere: 

    di Daniele Villa Ruscelloni/La nuova misura contro la povertà emanata dal Governo, denominata “Reddito economico d’inclusione” (REI), tecnicamente sarebbe fruibile anche per la popolazione carceraria, anche in considerazione del fatto che le carceri sono piene di gente povera, che spesso per questa condizione sono finiti dietro le sbarre. Detto questo ogni cittadino in condizioni indigenti ha diritto a questo sostentamento e aiuto economico. Ma per il carcerato risulta difficile accedervi in quanto la pratica andrebbe sostenuta per delega da terze persone.

  • Finalmente il permesso premio!

    Categorie carcere: 

    di Osvaldo Broccoli /Dopo più di 20 di carcere ho potuto usufruire di un permesso premio che mi ha consentito di rivedere Bologna vestita a festa. Non sono di questa città, e l’ultima volta che mi è capitato di venirci è stato nel 1996.

  • L’ultima volta

    Categorie carcere: 

    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Sono le nove meno cinque. L’assistente ci invita a rientrare nelle nostre celle. In questo frangente di tempo in Sezione, dove attualmente risiedo, ci salutiamo, mentre gli amici si augurano la buonanotte. Saluto lo “Zio”, come ogni santo giorno, e, mentre gli stringo la mano, sento i battiti del mio cuore che aumentano e i miei occhi che brillano. Questa volta, l’ultima volta, l’emozione mi tradisce: c’è un luccichio nei mei occhi che ha il sapore delle lacrime.

  • La doccia alla Dozza

    Categorie carcere: 

    di Valerio de Fazio/ Dopo un periodo neanche tanto breve in questo carcere mi sono fatto l’idea che la popolazione carceraria sia fra le più pulite, almeno in grande parte, di quelle conosciute. Conosco persone che si fanno 4-5 volte al giorno una doccia, sarà perché vogliono togliersi da dosso l’odore del carcere che pervade ogni cosa, sarà perché credono che più ti lavi più ti depuri anche interiormente dalle fesserie che si sono commesse. Ciò non toglie che la doccia se la fanno!

  • Portaci con te

    Categorie carcere: 

    di Gabriele Baraldi/ Sono passati più di 20 anni. Una vita. Una vita passata fra le umide mura di un carcere.

  • La Carcerite e l'importanza di esprimere il proprio dolore

    Categorie carcere: 

    di Daniele Lago/Il termine “carcerite” comprende quegli effetti collaterali dovuti alla detenzione. Un termine molto originale e dal contenuto variegato. Intendiamoci: non è una malattia e tantomeno una patologia particolare. È molto diffusa tra le mura circondariali, figlia sicuramente dello stress, ma non solo. Ma in concreto, che cos’è?

Pagine

Top