domenica 24 giu 2018
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Sul filo dei pensieri

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    Il Betto/Ciò che più fa male in carcere, oltre alla privazione della libertà, sono gli affetti lasciati fuori l mura... I sentimenti ci fregano ... e ci fanno soffrire, soprattutto quando si tratta di minori.
    Comunicare con amici e parenti lo si può fare solo con poste italiane “in carta”, una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti, un colloquio.
    Circa un anno fa è stato trasferito un ragazzo senegalese che confezionava braccialetti dell’amicizia e macramè, un pensierino per grandi e piccini. Però, ahimè, no senegalboy – no braccialetti.

  • Il polo universitario della Dozza incontra docenti e ricercatori di altri paesi

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    di Luciano Conti/Nell’ambito di un programma di incontri conoscitivi presso istituti penitenziari di vari Paesi, un gruppo di docenti e ricercatori europei e latino americani hanno incontrato la realtà del polo universitario del carcere di Bologna. Gli ospiti hanno visitato il nostro istituto: dapprima con la Direzione e presso la sezione femminile hanno avuto modo di conoscere le varie iniziative di formazione ed educazione e successivamente presso l’area pedagogica hanno incontrato una rappresentanza di studenti del Polo. Erano presenti docenti provenienti dall’Argentina, dall’Uruguay, da

  • L’onorevole Milena Santerini incontra il Polo Universitario della Dozza

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    di Luciano Conti/L’onorevole Milena Santerini del gruppo parlamentare Democrazia Solidale e docente dell’Università di Milano, nell’ambito di vari interventi che sta svolgendo in diversi istituti penitenziari a livello nazionale, ha fatto visita al carcere della Dozza di Bologna per conoscere il polo universitario. A questo proposito è stata organizzata una riunione alla quale hanno partecipato i detenuti-studenti. All’incontro erano presenti, oltre la maggioranza dei detenuti-studenti della sezione, il dott.

  • Io scrivo parole

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    di Pasquale Acconciaioco/Mi trovo qui, in un posto orrendo chiamato carcere, un posto sgradevole, dove nessuno vorrebbe mai trovarsi, a scrivere. Scrivo a tutti i bambini del mondo fortunati e non, consigliando loro di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà e augurando che i loro desideri si realizzino; ricordandogli di stare lontano dalle droghe: portano solo guai e morte.

  • Piccolo vocabolario tascabile del linguaggio carcerario (non esaustivo)

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    di Valerio De Fazio/Quando mi hanno iscritto pur contro la mia volontà, a questo corso della durata di tre anni da effettuarsi presso questo collegio della Dozza, mi sono trovato a dover studiare la semantica di molte parole a me fino allora sconosciute, di alcune delle quali mi accingerò a redarre un piccolo vocabolario:

    A posto: Frase usuale con cui (soprattutto i detenuti di origine nordafricana) sono soliti concludere qualsiasi discorso; a volte un saluto e a volte una disputa movimentata.

  • In nome del popolo italiano

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    di Daniele Lago/Il potere - che sia giuridico, legislativo o amministrativo – recita la Costituzione, è in astratto esercitato “per” e “in nome” del popolo sovrano. Il potere è conferito direttamente o indirettamente in rappresentanza dei cittadini. Nel campo della giustizia il fenomeno che sovente si verifica è alquanto peculiare e a tratti paradossale, e la pratica oggettiva nega il significato del termine.

  • Un torneo di calcio grazie alle Acli di Bologna

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    di Luciano Conti/ La settimana scorsa le ACLI della provincia di Bologna hanno attivato alcune iniziative e attività a sostegno dello sport nelle periferie, coinvolgendo alcuni sportivi famosi e in questo ambito hanno raggiunto anche noi detenuti. Le ACLI utilizzando le risorse del 5 per 1000, in accordo con la Direzione della casa circondariale, hanno donato all’istituto materiale sportivo per l’organizzazione di un torneo di calcio.

  • L’anima della pioggia

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Una mattina, guardando fuori dalle sbarre, ho rivisto dopo tanti anni un oggetto che in carcere non si vede: un signore accompagnava un altro nella palestra del carcere e si riparavano entrambi dalla pioggia con un ombrello.

  • Delitto, castigo e pentimento

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Spesso, troppo spesso nel corso della detenzione noto, da persona detenuta, che dimentichiamo superficialmente la nostra colpa e colpevolezza sul reato e sulla negativa condotta che di civile e morale ha ben poco a vedere con l’essere onesti. Sarà anche per il fatto che, una volta superato il limite che traccia il confine fra la legalità e l’illegalità, ci pare che tutto sia più facile da ottenere, a discapito di coloro che si attengono alle leggi e regole civili e sociali.

  • Il silenzio nel carcere

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    di Daniele Lago/Il silenzio nel carcere per qualcuno non esiste. In parte è vero, essendo il carcere uno dei luoghi più chiassosi in assoluto. In realtà è un appuntamento imprescindibile per tutti, ma non tutti hanno il medesimo approccio. Ma il silenzio è vuoto, rumoroso oppure è ridondante di mansuete melodie? Eppure in molte dottrine orientali, come anche in tutte le religioni di preghiera, è una risorsa, una fonte, una condizione nella quale o attraverso la quale il più intimo “IO” si manifesta e si confronta con i caratteri metafisici dell’universo visibile e invisibile.

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