martedì 19 mar 2019
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • Violenza mascherata: a proposito della legittima difesa

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    di Pasquale Acconciaioco/In carcere si finisce perché si è fatto del male, si è usata violenza. Non mi so spiegare come mai le persone che vengono arrestate per reati anche molto pesanti, una volta conosciute non appaiono poi così violente come si potrebbe immaginare. Forse perché il male e la violenza riguardano la natura umana da sempre e mettono alla prova tutti durante la vita.

  • Dopo 14 anni il mio primo permesso

    di Giuseppe Gemito /Ho sognato per 14 anni in carcere il giorno in cui avrei potuto assaporare l’esperienza di un uomo libero e, il 7 febbraio 2019, quel giorno è arrivato con un permesso premio di 6 ore. 
    Non sono un sonnambulo, ma stavolta, la notte precedente ho “vagato” nell’attesa. Quando la sveglia ha iniziato a suonare inutilmente è stato liberante disattivarla. 

  • Eravamo tre gruppetti… di studenti e di ristretti

    di Pasquale Acconciaioco/Il 14 febbraio alcuni detenuti della redazione di Ne Vale la Pena hanno incontrato un gruppo di studenti del Liceo Minghetti presso la “chiesetta” della casa circondariale. Io ero presente: è stata un’occasione per riflettere e condividere i pensieri che di seguito provo ad esprimere nel resoconto delle ore trascorse insieme.

  • Combattere il sovraffollamento nelle carceri è solo una questione di idee

    Categorie carcere: 

    di Roberto Cavalli/Il 2018 si è chiuso, purtroppo, con il ritorno, in grande stile, del sovraffollamento all'interno dei penitenziari italiani. Nulla di realmente nuovo sotto il sole, se non la conferma di un trend che, a causa anche di politiche poco accorte, è tornato a crescere in maniera esponenziale e che, dopo alcuni anni di tregua, ha avvicinato pericolosamente il tetto delle 60 mila presenze. 

  • Il mio “mondo” libero

    Categorie carcere: 

    di Pasquale Acconciaioco/L’unica cosa che in carcere può tormentarmi è la mancanza di libertà. Il pensiero di quell’ultimo giorno, che non arriva mai, può diventare una vera ossessione. Quindi è meglio non pensarci, perché anche se siamo “dentro” non possiamo morire dentro noi stessi, e dobbiamo cercare a tutti i costi di sopravvivere.

  • Natale: la luce dell’amore

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    di Gabriele Baraldi/Le buone tradizioni vanno riproposte e anche quest’anno nel carcere di Bologna è venuto in visita il vescovo Matteo Zuppi, che ancora una volta sceglie la parte più emarginata della città per celebrare la Messa di Natale.
    Il vescovo ha voluto accendere una luce in questo “mondo a parte”, che tanti non ricordano e tanti altri vogliono dimenticare. Specialmente in un giorno di festa.
    Una scintilla d’amore che ogni anno si fa sempre più forte ed è molto gradita agli “ospiti” del carcere, come agli agenti e al personale, poiché dà speranza.

  • Buon Natale ai nostri "quattro" lettori

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    di Pasquale Acconciaioco/Cari lettori vi sto scrivendo dal carcere di Bologna. Oggi sono di buon umore e ho pensato di fare gli auguri di buon Natale ai lettori di Ne Vale la pena. Questi giorni speciali sono per tutti l'occasione di riflettere un po', almeno lo spero. Come noi, pensate al passato, vi occupate del presente e progettate il futuro per un mondo migliore. 
    Il mio mondo qui va al rallentatore, anzi, in queste festività, alla moviola. Che strane le emozioni: io vorrei che le feste passassero in fetta, invece voi probabilmente sperate che durino a lungo.

  • Un digiuno contro l’ergastolo

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    di Paolo Messina/La condanna all’ergastolo, se inflitta per reati che prevedono l’ostatività, e quindi l’impossibilità di ottenimento dei benefici, non dà via di scampo ponendo il condannato in una condizione di “morte civile”, da cui guarderà passare la vita senza alcuna speranza e senza alcuna attesa di un futuro migliore.

    Ogni 10 dicembre, in occasione dell’anniversario della dichiarazione ONU dei Diritti Umani, è stato indetto il quarto digiuno nazionale, con adesione di detenuti ergastolani e non, contro la condanna al “fine pena mai”. 

  • Ergastolo: una morte bevuta a gocce

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    di Filippo Milazzo/Migliaia di detenuti ed ergastolani di tutta Italia hanno aderito allo sciopero della fame affinché l’ergastolo, la pena di morte che dura una vita, venga cancellato per sempre dal nostro ordinamento giuridico. Questa iniziativa si è svolta lunedì 10 dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani. Una data scelta non a caso.

  • "Sezione Femminile", un film per ricostruire dalle rovine

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    di Gianluca Vallini e Giuseppe Gemito/I detenuti della sezione Polo Universitario-Rugby hanno potuto assistere, insieme alle detenute della Sezione femminile e ad alcuni esterni, alla proiezione in anteprima del film "Sezione femminile" girato dal Laboratorio di Cinema proprio all’interno della sezione femminile del carcere della Dozza.  Il film è un’interessante spaccato della vita dell’istituto, visto questa volta attraverso gli occhi delle d

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