sabato 18 nov 2017
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • L’anima della pioggia

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Una mattina, guardando fuori dalle sbarre, ho rivisto dopo tanti anni un oggetto che in carcere non si vede: un signore accompagnava un altro nella palestra del carcere e si riparavano entrambi dalla pioggia con un ombrello.

  • Delitto, castigo e pentimento

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Spesso, troppo spesso nel corso della detenzione noto, da persona detenuta, che dimentichiamo superficialmente la nostra colpa e colpevolezza sul reato e sulla negativa condotta che di civile e morale ha ben poco a vedere con l’essere onesti. Sarà anche per il fatto che, una volta superato il limite che traccia il confine fra la legalità e l’illegalità, ci pare che tutto sia più facile da ottenere, a discapito di coloro che si attengono alle leggi e regole civili e sociali.

  • Il silenzio nel carcere

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    di Daniele Lago/Il silenzio nel carcere per qualcuno non esiste. In parte è vero, essendo il carcere uno dei luoghi più chiassosi in assoluto. In realtà è un appuntamento imprescindibile per tutti, ma non tutti hanno il medesimo approccio. Ma il silenzio è vuoto, rumoroso oppure è ridondante di mansuete melodie? Eppure in molte dottrine orientali, come anche in tutte le religioni di preghiera, è una risorsa, una fonte, una condizione nella quale o attraverso la quale il più intimo “IO” si manifesta e si confronta con i caratteri metafisici dell’universo visibile e invisibile.

  • Ulisse si è fermato a Modena

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/A soli 40 chilometri di distanza da Bologna, e più precisamente nella Casa Circondariale di Modena “Sant’Anna”, i detenuti respirano un’altra realtà. Da ottobre 2014, infatti, è attivo un progetto sperimentale “Ulisse” rivolto ai detenuti della Prima Sezione. Ha come obiettivo quello di dare un senso alla loro detenzione.

  • Religioni in dialogo nel carcere di Bologna

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    di Luciano Conti/In occasione della XVI Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, alla Casa circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, si è tenuto un incontro interreligioso sul tema “Il ruolo delle donne nel dialogo interculturale e interreligioso”.
    È il decimo anno che si ripropone l’iniziativa, contemporaneamente ad altre cento città in Italia e prosegue idealmente la prima Giornata del dialogo che si tenne ad Assisi.

  • Arrivederci gioia

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    Arrivederci Gioia, il mio debito con te è immenso. 
    Ogni volta che mi prendi mi rendi diverso!
    Forse, dopo tanto tempo, il mio dolore non ha più senso, 
    ma senza i tuoi attimi mi sentirei totalmente perso!
    Sono solo pochi attimi di gioia, sono attimi di attesa, 
    mentre la tristezza prontamente si ribella
    e spera con la sua malinconia in una mia resa
    e spera di colorire di dolore i muri della mia cella!

  • Un mare di immondizia sommergerà il mondo

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    di Luciano Conti/L’astronauta Nespoli, ritornato nello spazio poco tempo fa, ha inviato una foto della Terra, lanciando una denuncia per una grande nube grigia e sporca che copre la pianura Padana e l’Italia settentrionale. È uno dei tanti fenomeni di smog che stanno attanagliando le nostre città, dovuto alle polveri sottili dell’inquinamento che, solo nel 2013, hanno causato in Europa 467 mila morti, secondo i dati del Rapporto "Qualità dell'aria in Europa 2016", pubblicato dall’Agenzia Europea per l’ambiente nel novembre del 2016.

  • L’ecatombe di cui non si parla

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    di Luciano Conti/Al Festival del Cinema in Carcere “Cinevasioni”, tenutosi nella Casa Circondariale “Dozza” di Bologna dal 9 al 14 ottobre e giunto alla seconda edizione, è stato proiettato il film “Cronaca di una passione” che ha affrontato, con coraggio e profondità, la tragedia dei suicidi causati dalla crisi economica. 

  • L’allarmismo sociale dei giornalisti in occasione della visita del papa

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    di Bledar Shehi/Mercoledì11 ottobre. Come ogni giorno apro e leggo Il Resto del Carlino. Dopo qualche pagina trovo un titolo che attira la mia attenzione: “Detenuti a tavola con il papa sono evasi dopo il pranzo”. Proseguo curioso. L’articolo spiega che si trattava di detenuti della casa di lavoro di Castelfranco (MO). Sfoglio ancora le pagine della Gazzetta e trovo un altro titolo e articolo: “Due detenuti fuggiti il 1° ottobre all’uscita da San Petronio. La polizia in curia”. Vado avanti con Il Giornale e ancora un altro articolo: “La grande fuga.

  • I detenuti italiani tornano a essere adeguatamente retribuiti per il lavoro prestato in carcere

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Una recente disposizione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha previsto che dal1 ottobre gli stipendi dei detenuti, o”mercedi” come vengono definiti dall’Ordinamento Penitenziario, saranno aumentati dell’80%. Detta così la notizia potrebbe suonare quasi scandalosa, soprattutto considerando i tempi che corrono e la crisi che ormai da anni affligge il mondo del lavoro.

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