martedì 25 apr 2017
banner 5x1000 1 di 5

"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • “Libertà, perché ti nascondi?”

    Categorie carcere: 

    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Stasera dentro questa cella la mia voce non squilla e il silenzio a volte mi porta a certi ricordi. Fino a ieri il mio compagno mi raccontava i suoi problemi e io ogni tanto lo rassicuravo, ma stamattina è stato trasferito “al suo paese”, e quindi sono rimasto solo; e forse quando sei solo ti poni tante domande, sorgono tanti perché. Quando sei solo ti accorgi di quanto la vita sia triste, di quanto la vita sia bella, di quanto sia bello l’amore e di quanta sofferenza porti!

  • L’informazione disinformata sugli stranieri in italia

    Categorie carcere: 

    di Luciano Conti/I dati riguardanti la percezione della presenza degli stranieri in Italia confermano che l’informazione è spesso fuorviante, o quantomeno insufficiente e inadeguata. In un recente articolo sul Corriere della Sera, trattando l’argomento del sovraffollamento carcerario in rapporto alla presenza degli spacciatori, Gianantonio Stella ha riportato le risultanze di un sondaggio Ipsos a livello nazionale, che misura la percezione che gli italiani hanno della presenza di immigrati sul territorio nazionale e nei penitenziari del paese.

  • Se li conosci, non li eviti, parola di volontaria

    Categorie carcere: 

    di Federica Lombardi/Molte persone pensano e credono che il carcere rappresenti una giusta punizione per il reato commesso. Hanno sbagliato, devono pagare! Bisogna buttare la chiave e farli marcire! Queste sono alcune delle sgradevoli affermazioni – piene di rabbia e odio – che spesso le nostre orecchie sono costrette a sentire.

  • Dodici ore di “silenzio chiassoso”: il racconto di un normale giorno di detenzione

    Categorie carcere: 

    di Pasquale Acconciaioco/Nel corso degli ultimi anni qualcosa è cambiato nella quotidianità del carcere, coinvolgendo sia le persone detenute che gli agenti di polizia penitenziaria. Fino al 2014, le celle rimanevano chiuse quasi tutta la giornata, e, a parte le ore d’aria, dalle 9 alle 11,30 al mattino e dalle 13,30 alle 15,30 nel pomeriggio, le giornata si svolgeva tra le quattro mura scandite dalla solita monotonia: guardare la TV e chiacchierando o con il compagno di cella, o con il vicino, o con il “lavorante” (n.d.r.

  • La Responsabilità Sociale d’Impresa: un’opportunità in più per il lavoro penitenziario

    Categorie carcere: 

    di Roberto Cavalli/In una recente intervista della nostra redazione di Ne vale la pena, realizzata con Claudia Clementi, direttore della Casa circondariale di Bologna, è stato affrontato, tra gli altri, il tema del lavoro penitenziario, con tutte le problematiche legate alla sua scarsità e con tutti i suoi effetti positivi per il reinserimento, nella società libera, delle persone attualmente detenute.

  • L’adattamento del pesce pagliaccio

    Categorie carcere: 

    di Flavio Dell'Erba/Alcuni giorni fa mi è capitato di leggere, sulla rivista Svegliatevi! un curioso articolo sul pesce pagliaccio. Con i suoi colori bizzarri che ricordano quelli di un clown questo pesce sceglie di abitare in un luogo alquanto strano: i tentacoli velenosi dell’anemone. Perché quest'articolo mi ha colpito?

  • Maramao mica sei morto?

    Categorie carcere: 

    di Francesco Panzavolta/Ho appreso che oggi, venerdì 17 febbraio, è la giornata mondiale del gatto. A questo proposito, nell’istituto penitenziario Rocco d’Amato di Bologna, insieme ai detenuti del reparto penale, si trovano tre meravigliosi micetti, che di comune accordo con il mio “concellino” abbiamo battezzato con i nomi di Osvaldo, Feliciano e Rugio. Per diversi mesi ci siamo presi cura di loro, rifornendoli costantemente del cibo a noi avanzato e domandandoci quali orribili crimini avessero potuto commettere per trovarsi con noi in questa valle di lacrime.

  • Anestesia del reato ed eutanasia delle coscienze

    Categorie carcere: 

    di Sergio Ucciero/I richiami continui e accorati che si rincorrono nei convegni, nelle pubblicazioni e nelle dichiarazioni degli attori che, a vario titolo, si presentano sul palcoscenico della giustizia, sembrano non tenere in alcun conto l'urgenza della realtà a cui si rifanno: il sistema penitenziario di cui il carcere è solo uno degli strumenti, seppur il più drammaticamente concreto. Ma il carcere e il sistema penitenziario sono solo una delle espressione della cultura di un popolo che si fa nazione e Stato.

  • Giustizia riparativa/La sfida etica della riconciliazione fra autore e vittima del reato

    Categorie carcere: 

    Alcune settimane fa è apparsa sulla stampa la notizia che in Olanda le carceri chiudono per mancanza di detenuti. In Italia invece le carceri sono sempre piene e la recidiva è altissima, basti questo a far riflettere come nel nostro paese persista, grave, e non adeguatamente affrontato, il problema del sistema penitenziario.

  • "Io sono innocente"

    Categorie carcere: 

    di Daniele Villa Ruscelloni/Nelle ultime settimane sto guardando una trasmissione televisiva intitolata “Io sono innocente”, in cui viene raccontato il travaglio giudiziario di persone condannate ingiustamente, perché poi risultate completamente estranee ai reati di cui erano state imputate. Mi colpisce molto vedere cosa hanno dovuto passare. Io sono colpevole dei reati e accetto la condanna che la giustizia mi ha inflitto. Ho vissuto anch’io il momento traumatico dell’arresto, ma sapevo che ciò che mi stava accadendo era la conseguenza di atti realmente commessi.

Pagine

Top