lunedì 29 mag 2017
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"Ne vale la pena" periodico dal carcere della Dozza

Un laboratorio di giornalismo dentro al carcere bolognese. Ogni martedì dal marzo del 2012 una redazione composta da detenuti e volontari s'incontra per parlare della condizione carceraria vista questa volta dall'interno

  • La responsabilità delle proprie azioni

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    di Sergio Ucciero/La responsabilità di un atto è un fatto etico e morale (intendendo con questo che l’etica regola la coscienza dell’individuo con il sé, mentre la morale regola il rapporto tra l’individuo e le strutture sociali alle quali fa riferimento) e non può sottrarsi dal mettere in conto azioni volte a rimediare in qualche modo l’errore commesso.

  • Crescere "dentro" per vivere fuori

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    di Flavio Dell'Erba/Ritrovarsi rinchiuso dentro una cella di un carcere è sicuramente un'esperienza che nessuno, e a nessuno, si augurerebbe. Tutto all'improvviso prende una diversa dimensione. I pensieri girano vorticosamente, le immagini scorrono nella propria mente riproponendo gli ultimi istanti prima dell'arresto, prima che tutto finisse lì, dentro quella stanza buia e maleodorante, prima tappa del nostro ingresso. Mentre riflettiamo, ci ricordiamo di quante cose avremmo dovuto e voluto comunicare a quella o a quell'altra persona.

  • L'insostenibile pesantezza dell'inoperosità

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    di Il Betto/Ho vissuto tanto tempo all'estero; paesi meravigliosi dove gli abitanti si considerano del terzo mondo, in paesi che gli italiani considerano del terzo mondo.
    Ora sono "dentro le mura", per la prima volta, in Italia, nel mondo; nuovissima esperienza Ahimè! . "Che barba... che noia!".
    Purtroppo sono in ferie forzate da 11 mesi, mi sono spariti i calli dalle mani e qualche acciacco: sono come nuovo!

  • La vivace testimonianza di Amelio Franceschini, detenuto nei campi di concentramento

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    di Luciano Conti/Il 21 aprile scorso, presso l’area pedagogica del carcere di Bologna, si sono tenuti alcuni incontri fra i detenuti che frequentano la scuola d Amelio Franceschini, deportato in un campo di concentramento tedesco durante la seconda guerra mondiale, perché aveva rifiutato, da militare, di arruolarsi nelle milizie della repubblica sociale di Salò.

  • Cambiare solo il "linguaggio carcerario"?

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    di Daniele Villa Ruscelloni/Una nuova circolare è stata emessa dal D.A.P (Dipartimento Amministrazione Giudiziaria) con la quale s'invita il personale di polizia penitenziaria a cambiare determinate parole del “linguaggio carcerario”. Ad esempio sostituire "cella" con stanza di pernottamento, "spesino" sostituito da addetto alla distribuzione spesa e "domandina" sostituita da modulo di richiesta.

  • Piango anch’io… no tu no!

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    di Pasquale Acconciaioco/In tanti anni di detenzione ho scoperto quanto sia difficile, per chi vive qui, gestire le emozioni, a causa dei pesanti condizionamenti che l’ambiente ci impone. Tutto ciò che si prova non può uscire con spontaneità e rimane per lo più compresso dentro, diventando a volte insopportabile.

  • "I ragazzi del Gemelli" e i ragazzi della Dozza

    di Daniele Villa Ruscelloni/Da tempo mi soffermo con interesse su un reportage intitolato “I ragazzi del Gemelli”, nel quale vengono raccontate le storie di ragazzi e bimbi, anche piccolissimi, affetti da malattie gravi, come la leucemia e varie altre forme tumorali.
    Ciò che soprattutto colpisce in queste drammatiche storie è la voglia e la forza di vivere, l’affrontare la malattia con coraggio, nonostante l’immensa sofferenza e la paura.

  • “Libertà, perché ti nascondi?”

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    di Pasquale Antonio Acconciaioco/Stasera dentro questa cella la mia voce non squilla e il silenzio a volte mi porta a certi ricordi. Fino a ieri il mio compagno mi raccontava i suoi problemi e io ogni tanto lo rassicuravo, ma stamattina è stato trasferito “al suo paese”, e quindi sono rimasto solo; e forse quando sei solo ti poni tante domande, sorgono tanti perché. Quando sei solo ti accorgi di quanto la vita sia triste, di quanto la vita sia bella, di quanto sia bello l’amore e di quanta sofferenza porti!

  • L’informazione disinformata sugli stranieri in italia

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    di Luciano Conti/I dati riguardanti la percezione della presenza degli stranieri in Italia confermano che l’informazione è spesso fuorviante, o quantomeno insufficiente e inadeguata. In un recente articolo sul Corriere della Sera, trattando l’argomento del sovraffollamento carcerario in rapporto alla presenza degli spacciatori, Gianantonio Stella ha riportato le risultanze di un sondaggio Ipsos a livello nazionale, che misura la percezione che gli italiani hanno della presenza di immigrati sul territorio nazionale e nei penitenziari del paese.

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