La risposta dissuasiva per Piazza Verdi

Due mediatori di comunità: sono queste le figure chiave previste dal progetto in merito alla prevenzione attuale. Prevenzione attuale la quale consiste nell'attivare tutte quelle azioni che riescono a presidiare in maniera dissuasiva e non repressiva il territorio.
Una progettazione che, ovviamente, deve guardare anche alle richieste mosse dai cittadini e cioè, da un lato, il volere un aumento del numero di azioni visibilmente repressive e dissuasive, ma dall'altro la consapevolezza che la continua presenza di soggetti preposti a queste funzioni aumenta, però, il senso di insicurezza. Richieste, quindi, difficili da equilibrare.

Il coordinamento tavolo sociale Piazza Verdi ha, pertanto, pianificato per la gestione e la risoluzione di questi molteplici aspetti l'impiego di due mediatori di comunità. Operatori di strada attivi sul territorio che sappiano sviluppare un lavoro relazionale e di aggancio per poi realizzare, come obbiettivo secondo e secondario, altre e varie attività d'incontro.
Tutto ciò perchè il problema chiave della zona di Piazza Verdi consiste nella mediazione intergenerazionale tra i bisogni dei giovani e come questi li esplicitano e i bisogni dei cittadini residenti. I mediatori devono, quindi, comprendere perchè le persone si riuscono in un dato luogo partendo, infatti, dalla domanda "perchè lì?". E' proprio, poi, dall'input che viene dai giovani e dagli studenti che essi riescono ad elaborare delle spiegazioni, diventando, così, strumenti di aggancio necessari per una progettazione dal basso. Una metodologia, questa, molto delicata, definita "peer education".
I mediatori di comunità hanno, quindi, il compito di far convivere le diverse istanze, di mediare, appunto, le conflittualità sociali. Figure che, comunque, possono essere inserite anche nel punto di ascolto - previsto nel Chiostro di S.Giacomo - come collegamento fra lo spazio istituzionale e la realtà di strada in modo da avere sempre ben chiara la situazione a cui i vari attori sociali prendono parte in Piazza Verdi e dintorni.
Uno dei street walker ricoprirà, inoltre, il ruolo specifico di coordinatore, un punto di riferimento per l'amministrazione e le altre associazioni.

Nonostante, comunque, quest'incarichi che devono ancora essere assegnati, ci sono, però, già alcuni progetti attivi come "In and Out" che coinvolge quattro operatori di strada, i quali funzionano come il "termometro" della situazione. Questi street walker, infatti, girano di giorno e di sera per le strade e per i locali con l'obbiettivo di comprendere che cosa succede, ma anche l'importante possibilità di intervenire. Hanno, infatti, dei telefoni cellulari collegati con la polizia di Stato e i vigili urbani. Operatori che, comunque, non si occupano di una singola e specifica area, ma si recano, di volta in volta, dove ci sono delle criticità.

Ulteriori attori importanti e già attivi, infine, sono i vigili urbani, i quali sono visti nell'ottica del vigile di quartiere, il vigile di prossimità. Essi sembrano, infatti, essere la risposta più funzionale alle necessità di presidio costante del territorio, di ricostruzione di un rapporto fra cittadini e forme di governo della città, di monitoraggio costante e di informazione e attivazione delle risorse istituzionali.

Mediare tra le varie istanze sociali, mediare tra i bisogni delle varie utenze è l'elemento, quindi, che mediatori, operatori di strada dei vari progetti e vigili urbani devono eleggere ad obbiettivo comune per risollevare le sorti di quella che viene etichettata come "la zona del degrado": Piazza Verdi e dintorni.