
BOLOGNA: Di fronte a me - sull'autobus - una donna sulla quarantina e un ragazzo stanno colloquiando in una lingua ibrida che mescola due provenienze diverse un italiano stentato.
La donna con sorriso materno chiede al giovane come si trova qui, ora che ha raggiunto la madre. Lui sembra indeciso, rivela che tra lui e sua mamma a volte è difficile comprendersi e che la convivenza non è delle più semplici... Un sentire condivisibile dalla maggioranza degli adolescenti...

MODENA: Durante un pigro viaggio in autobus, chiacchiero con una cara amica del più e del meno, arrivando a confrontarci su quanto la disabilità possa condizionare le relazioni, quelle di vecchia data e quelle appena nate.
E' una domanda che spesso mi pongo, quasi ogni giorno, e ogni giorno ho la conferma che a quesiti simili esiste una risposta diversa per ogni intreccio di vite e ogni singolo contatto umano, a seconda del contesto, della natura delle persone, del caso.

MODENA - In autobus una simpatica signora ormai non più giovane si siede di fronte a me, regalandomi subito un sorriso garbato e aperto. Mi racconta qualche aneddoto dei suoi viaggi tra il ponte di Sant'Ambrogio e il centro cittadino.

Avventurarsi nel mondo su un tandem è cosa ben diversa dal farlo in sella ad un normale velocipede. Come a dire che se la relazione è ben più della somma dei suoi due poli, due buoni ciclisti non fanno necessariamente una coppia da tandem.

E' estate, ed è facile farsi prendere dal richiamo del mare, dei suoi profumi, dei suoi suoni e colori. Presa da un senso di ottimistica sfida, domenica mattina mi sono affidata alla Linea Mare dell'Azienda Trasporti modenese, per raggiungere Cesenatico e tornare lunedì sera, da sola. Obbiettivo: mettere alla prova me stessa, l'ambiente e le persone, cercando di capire fino a che punto io potessi scegliere dove trovarmi. Tornata dalle mie interessanti 40 ore di sfida e sbalzi d'umore, posso dire un goduto e convinto "Tutto Bene!"

In autobus. Agata si siede accanto a me. Nel sedile dietro Samuel, suo figlio, si arrampica sullo schienale del seggiolino della mamma, tutta intenta a stingere al petto Graziella, la più piccina, di un anno, non più grande. La piccola allunga la manina verso la mia mano, che ditrattamente giocherellava con il ciondolo della mia borsa patchwork tailandese. Glielo porgo istintivamente, e la manina della piccola afferra l'oggetto con una forza che sembrerebbe inspiegabile per una così piccola creatura. Mi guarda fissa Graziella, mentre le sorrido e le balbetto qualcosa.

Alle 19 di domenica 5 luglio, i viaggiatori che si trovavano nella stazione dei treni di Bologna, sono stati avvisati dei grossi ritardi sulla linea Ancona-Piacenza, dovuti a "problemi di ordine pubblico". Ecco la cronaca di quel che è successo, di ciò che l'interfono non dice, di quel che i viaggiatori non sanno.

MODENA - Scesa dal treno e acquistati i biglietti per i prossimi giorni, mi sono incamminata verso casa a piedi. Solito percorso, accuratamente scelto perchè prevede quasi esclusivamente attraversamenti pedonali con semaforo visibile. Percorro via Puccini sino all'incrocio con via Bonacini. Lì attendo per attraversare via Puccini. Verde.Una macchina curva senza curarsi di me, e io non mi muovo. Strada libera. Passo. Sbuca una macchina dalla mia destra a velocità sostenuta e frena per lasciarmi passare. Dalla parte opposta un'altra vettura si affretta per non perdere tempo e bum!

MODENA - Stazione dei Treni. In fila davanti alla biglietteria, qualcuno dietro di me singhiozza. Mi volto, e mi avvicino incerta alla donna, una bella africana di circa 40 anni, ben vestita e profumata. Le chiedo un po' indecisa il motivo delle sue lacrime. Mi spiega singhiozzando, in un italiano un po' sofferto, che era lì perchè sul treno da Milano per Palermo un controllore l'aveva minacciata di chiamare la polizia se non fosse scesa dal treno.

Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord al Comune di Milano, per risolvere i problemi di ordine pubblico presenti sui mezzi pubblici, ha proposto di riservare posti a sedere ai milanesi e vagoni specifici alle donne. Niente di sconvolgente se consideriamo la natura della forza politica da cui la proposta arriva, ma dovremmo interrogarci su quali rischi porti in sè un tale modo di ragionare.
Sono disponibili le statistiche trimestrali di accesso al sito.